DL PNRR 2026 e palette vending: il rapporto peso/lunghezza con due esempi

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DL PNRR 2026 e palette vending: il rapporto peso/lunghezza con due esempi
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La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo coordinato del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19 – il cosiddetto DL PNRR 2026, convertito con Legge n. 50 del 20 aprile 2026 – introduce una norma destinata a cambiare radicalmente la gestione delle palette da caffè nei distributori automatici. L’articolo 14-bis stabilisce che gli agitatori per bevande in plastica potranno essere commercializzati solo se classificabili come riutilizzabili, e fissa un requisito tecnico preciso: un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro. La scadenza per l’adeguamento è fissata al 365° giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione, ovvero intorno al 21 aprile 2027.

Cosa accade per le palette in plastica nel vending dal 2027.
La norma di cui si parla da alcuni anni e di cui avevamo parlato precedentemente in questo articolo, si inserisce nel quadro del recepimento della Direttiva europea SUP (Single Use Plastics) 2019/904/UE, che vieta la commercializzazione di determinati prodotti in plastica monouso, tra cui gli agitatori per bevande. Il legislatore italiano ha scelto di non introdurre un divieto secco, ma di definire una soglia tecnica che distingue il monouso dal riutilizzabile: un oggetto sufficientemente pesante rispetto alla propria lunghezza è considerato strutturalmente idoneo all’uso multiplo.
Il parametro, nella sua formulazione, appare semplice. Il rapporto si calcola dividendo il peso in grammi per la lunghezza in centimetri: una paletta da 11 centimetri deve pesare almeno 5,5 grammi per superare la soglia. Le palette attualmente in uso nei distributori automatici pesano in media 0,7 grammi, con un rapporto che si attesta intorno a 0,063 g/cm – circa otto volte al di sotto del limite fissato dalla norma. Anche riducendo la lunghezza del prodotto, i valori di peso richiesti restano del tutto incompatibili con l’attuale tipologia di paletta in plastica sottile.


DUE ESEMPI PER CAPIRE IL RAPPORTO PESO/LUNGHEZZA


Come si calcola il rapporto peso/lunghezza? La formula è: R = P (grammi) ÷ L (centimetri). Il risultato deve essere > 0,5 g/cm.

Esempi pratici

Paletta tipica da vending (attuale, monouso). Le palette standard nei distributori automatici pesano mediamente 0,7 g e misurano circa 11 cm.
Parametro Valore
Peso 0,7 g
Lunghezza 11 cm
Rapporto 0,7 ÷ 11 = 0,063 g/cm

Risultato: 0,063 – circa otto volte sotto la soglia di 0,5. Non classificabile come riutilizzabile. Vietata dal 21 aprile 2027.


Paletta che supera la soglia (riutilizzabile). Per superare 0,5 g/cm con una paletta da 11 cm, il peso minimo richiesto è 0,5 × 11 = 5,5 grammi. Significa che una paletta lunga 11 cm deve pesare almeno 5,5 g per essere considerata riutilizzabile, ovvero circa otto volte il peso di una paletta monouso attuale.

Cosa si può fare? Giocare sulla lunghezza. Un produttore potrebbe pensare di accorciare la paletta per abbassare il denominatore. Vediamo:
Lunghezza Peso minimo richiesto
12 cm 6,0 g
10 cm 5,0 g
8 cm 4,0 g
6 cm 3,0 g

Anche accorciando molto la paletta, il peso richiesto rimane molto superiore a quello degli attuali prodotti in plastica sottile. Per raggiungere quei valori con la plastica sarebbe necessario un oggetto significativamente più spesso e rigido, di fatto un prodotto diverso, con costi di produzione e di stoccaggio completamente diversi.


Perché questo è un problema specifico per il vending? Nel canale vending la paletta ha caratteristiche funzionali molto precise:

  • deve essere lunga abbastanza da girare in un bicchiere da 7–9 cm di diametro;
  • deve essere leggera per essere erogata automaticamente dal distributore senza inceppi;
  • deve occupare poco spazio nel caricatore del distributore.

Una paletta da 5,5 grammi in plastica rigida è praticamente incompatibile con i meccanismi di erogazione degli attuali distributori automatici. Il settore si trova quindi davanti a un’alternativa concreta: materiali alternativi alla plastica (legno, bambù, bioplastiche certificate) oppure riprogettazione dei meccanismi di erogazione con tutto ciò che questo comporta in termini di investimenti e tempistiche.

CONFIDA, l’associazione di categoria, ha già segnalato la norma ai propri associati sottolineando come, pur non trattandosi formalmente di un divieto, il requisito tecnico renda “molto difficile la realizzazione di palette in plastica per il vending. Il tempo a disposizione per l’adeguamento è poco più di un anno: un orizzonte stretto per un comparto che gestisce centinaia di migliaia di punti di erogazione su tutto il territorio nazionale.

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