I dipendenti della Tenaris contro l’aumento dei prezzi ai distributori automatici

08-10-2013 – La Tenaris Dalmine è il primo produttore italiano di tubi d’acciaio senza saldatura con circa 3.000 dipendenti impiegati nei 5 stabilimenti italiani.
La questione “aumento dei prezzi ai distributori automatici” riguarda in particolare la sede di Sabbio, in provincia di Bergamo, dove si producono bombole per gas ad alta pressione e accumulatori idraulici. L’aumento deciso, come sembrerebbe, dal Cral Dalmine che gestisce il servizio, ha colto di sorpresa i lavoratori al  loro ritorno in azienda dopo una settimana di cassa integrazione.
Nonostante l’avviso apposto sulle macchine spiegasse che i prezzi sono stati ritoccati per adeguamento ISTAT e IVA, la faccenda ha suscitato la reazione degli operai, che già vivono una situazione difficile.
L’aumento  ha portato i prezzi del caffè – per fare un esempio – a € 0,50 per Lavazza e a € 0,40 per Kimbo con l’opzione meno 2 centesimi per chi ha la chiave in dotazione.
Per compensare il rincaro, l’avviso comunica anche la prossima sostituzione delle macchine e delle chiavi elettroniche, non utilizzabili sui nuovi distributori e da sostituire. A tal proposito, si specifica che le vecchie chiavi dovranno aver esaurito il credito, dal momento che esso non potrà essere rimborsato né passato sulle nuove chiavette.
E anche questo non è piaciuto ai dipendenti della Tenaris Dalmine di Sabbio.

Tenaris-Dalmine

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