Il chewing gum in crisi cambia funzione e tenta la risalita

Il declino dei consumi di chewing gum a livello globale è stato confermato da un’indagine svolta da Euromonitor, che riferisce di vendite calate del 4% nel periodo 2010-2018, un fenomeno particolarmente sentito in America. Qui il crollo si è avuto già prima, nel 2009, anno che ha registrato -11% di vendite e da allora non c’è stata risalita.
A livello globale, si è verificata un’inversione delle tendenze dei consumatori, spinti soprattutto da ragioni salutistiche, sia per la necessità di assumere meno zuccheri, sia per proteggere i denti, come consigliato dalle associazioni mendico dentistiche. Proprio questi motivi hanno dato un’impennata alle vendite delle sugar free, che nel 2010 negli Stati Uniti hanno generato un business di 3 miliardi di dollari, contro i 500 milioni delle gomme tradizionali.
Passata questa fase, il calo ha colpito a livello globale tutte le tipologie di chewing gum con un mercato che, dinamico e giovane qual era, si è appiattito.


L’indagine svolta da Euromonitor dà del fenomeno una spiegazione abbastanza imprevedibile: il nemico del mercato delle gomme da masticare sarebbe lo smartphone e per due motivi. Se prima masticare chewing gum serviva per scaricare la tensione, oggi a svolgere questa funzione è il cellulare: scrollare pagine e navigare nel mondo dei social avrebbero lo stesso effetto del masticare una cicca. Inoltre, le gomme sono esposte prevalentemente in avancassa, proprio per stimolare l’acquisto d’impulso, ma a quanto pare chi fa la spesa, mentre è in fila per pagare, tiene gli occhi incollati allo smartphone o è al telefono e quindi non bada agli scaffali posti vicino alle casse.

Le imprese del comparto non si arrendono e studiano nuove strade per restituire al chewing gum la fetta di mercato persa in questi ultimi anni.
La strada comune è quella di dare alla gomma da masticare  nuove funzioni, stimolando l’interesse dei consumatori: il chewing gum diventa così un prodotto funzionale, salutare, energizzante, coadiuvante del sonno e della dieta dimagrante. Diventa insomma un veicolo di benessere e come tale entra di diritto nel range dei prodotti alimentari salutari.

A confermare le nuove funzioni, la revisione dei dati di 12 studi pubblicati negli ultimi 50 anni sull’argomento, eseguita da un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra e pubblicata sul Journal of Dental Research: Clinical & Translational Research.
La ricerca è focalizzata in particolare sulle gomme senza zucchero e stabilisce che esse riducono la progressione delle carie: chi le usa riduce del 28% il rischio di ammalarsi e questo grazie alla stimolazione della saliva, naturale anticarie, indotta dalla masticazione. Quest’ultima, inoltre, svolge un’importante azione igienizzante, poiché rimuove la placca e, nel caso di chewing gum contenenti xilitolo e sorbitolo, un’azione antibatterica.

Niente più effetto rilassante? A quello ha pensato il mercato della cannabis legale, per il quale alcuni player dell’industria del chewing gum hanno realizzato prodotti ad hoc.

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