Il distributore automatico eroe letterario

22-10-2013 – Curiosando nel web, ci siamo imbattuti in un breve racconto, ironico e paradossale, pubblicato sul sito “Scrittori Emergenti” e scritto da tale madepask.
Il protagonista del racconto è un distributore automatico di ostie consacrate, installato per risolvere un problema pratico e divenuto luogo d’attrazione per la comunità del paese fino a diventare oggetto di scasso da parte di un capomafia.
È certamente difficile che qualcosa del genere possa accadere nella realtà, ma è curioso vedere come un distributore automatico riesca a stimolare la fantasia e a dar vita a una storia che, in qualche modo, invita a riflettere.

Ve lo riproponiamo qui:

Appena uscì la notizia, la gente restò a bocca aperta: “Ma come era stato mai possibile pensare a una cosa del genere? Ma non era usanza sancita che l’ostia consacrata si ricevesse alla fine della Messa, dopo l’Offertorio?”.
Sì, ma come tutte le cose, al mutare dei tempi, delle situazioni, del modo di vivere, anche questa abitudine, inveterata dal passare dei secoli, aveva dovuto adattarsi al cambiare dei costumi e del modo di vivere in generale.
D’altra parte, di recente era arrivato proprio dalla Santa Sede l’ammonimento che i cristiani non dovessero essere “ingessati”.
Intanto, già da alcuni decenni, con la crisi delle vocazioni, le autorità ecclesiastiche avevano dovuto concedere che la comunione per gli ammalati e le persone comunque impedite venisse amministrata da laici (i ministri straordinari), ma questo non era apparso poi un fatto grave, vista la necessità di andare incontro alle esigenze della gente quando i ministri del culto non ne avevano il tempo o la possibilità.
Si sapeva anche che qualche parroco era passato a permettere l’installazione in sacrestia di distributori automatici di bevande per attrarre i ragazzi a partecipare alla vita spirituale della comunità, qualche altro a concedere l’allacciamento gratuito per la ricarica di telefonini;  insomma non si era ancora arrivati a passare con il vassoio con i pasticcini tra i fedeli, ma poco ci mancava (anche perché qualcuno aveva giustamente temuto di poter provocare il risentimento dei diabetici).
Con il progredire dell’automazione e con l’aumento delle necessità (visto che talvolta il personale idoneo all’incarico di ministro straordinario era insufficiente), si era così deciso che, per venire incontro alle esigenze dei fedeli, si sarebbe potuto provvedere alla distribuzione dell’Eucarestia attraverso il self-service dei distributori automatici.
Oh, certamente, come per i ministri straordinari, si sarebbe dovuto accertare che i distributori avessero sempre fatto buona condotta, avessero sempre funzionato regolarmente né essere mai stati usati per alimentare vizi o perversità varie (come i distributori automatici di eroina che si diceva esistessero nei pressi delle raffinerie di Marsiglia). Ad avvenuta verifica della buona condotta, una apposita benedizione avrebbe poi sancito la loro idoneità all’uso.
Era poi sorto il problema di provvedere ad evitare gli abusi, cioè limitare il prelievo di ostie ad una singola particola a testa. Infatti, c’era anche da prevedere che qualche golosone o qualche affamato prendessero l’abitudine di far colazione gratis a spese della parrocchia.

Come fare? Qualcuno aveva proposto di istituire un servizio di guardia di sacrestani, ma anche questo rimedio, per questioni di affidabilità o di scarsità di personale, era stato scartato.
E allora? Come si faceva a limitare il consumo degli altri generi inseriti nei distributori automatici? Con il pagamento? E allora via, che si pagassero i prelievi, anche perché, bene o male, le ostie un loro costo lo avevano. D’altra parte, se a qualcuno non andava bene questo sistema, avrebbe sempre potuto attendere la distribuzione gratuita della Messa.
Un’altra difficoltà da superare erano le modalità del prelievo.
La cosa più semplice sarebbe stata quella di imbustare ogni singola ostia che poteva benissimo essere tenuta in mano prima del consumo. Però, c’era da pensare a quegli anziani habituè che aspettavano sempre che venisse posta sulla lingua, come fare? L’unica era prevedere la possibilità alternativa di lasciare un foro libero in cui avrebbe potuta essere inserita la lingua del credente sulla quale l’apparecchiatura avrebbe provveduto a deporre l’ostia.
Questa soluzione però si rivelò non molto affidabile il giorno in cui, anziché posare delicatamente l’ostia sulla lingua, il distributore, forse per un guasto improvviso, “sparò” la particola nella gola del malcapitato di turno che ne venne mezzo soffocato. Con gli occhi di fuori, il poveretto cercava disperatamente di prendere aria, finché un misericordioso benefattore non gli diede due poderosi pugni sulla schiena che per poco non lo ammazzarono, ma, visto che era sopravvissuto, gli salvarono invece la vita permettendogli di espellere l’occlusione respiratoria.
Nonostante questi inconvenienti, fu così che si ebbe occasione di assistere a un revival di religiosità.
C’erano tanti che si sentivano in pace con la propria coscienza e si sarebbero comunicati spesso, senza intercessione del confessore: ebbene, quella novità pareva essere stata fatta apposta per loro, che, alla minima occasione, andavano a usufruire del self-service.
Anche i ragazzi, che non amavano essere richiamati dal prete perché “si toccavano” e minacciati di diventare ciechi per l’abuso dell’usanza, adesso andavano a confessarsi più volentieri per poi poter usufruire liberamente del distributore.
La novità era diventata anche un’ottima scusa per coloro che non volevano confessarsi per motivi personali, ma potevano ammannire alla gente osservante che, anziché in occasione della Messa, preferivano comunicarsi in modalità self-service.
Tutto si pensava fuorché ci potesse essere un furto delle particole.
E’ vero, alle volte c’erano stati episodi di danneggiamento dei distributori, ma si trattava di atti vandalici fini a se stessi oppure tentativi di ragazzi di prelevare qualche ostia in più del necessario, cioè pur sempre di fatti di poco conto. Invece, una mattina fu trovato completamente divelto lo sportello di chiusura e l’interno completamente svuotato.
Successe il finimondo: furono accusate le sette scismatiche, i satanisti, i seguaci di altre religioni, insomma a momenti stava per scatenarsi una vera e propria guerra santa. Già nelle varie TV e nelle piazze erano cominciate le sfilate dei predicatori che richiamavano alla mente quelli medioevali che incitavano alla liberazione del santo Sepolcro: l’unica differenza stava questa volta nella liberazione dei sacri distributori dalle mani profanatrici dei senzadio.
Intanto la polizia brancolava nel buio: furono arrestati, un po’ a casaccio, buddhisti e musulmani, induisti e taoisti, sikh e scintoisti, ma neanche atei e ebrei se la passarono tanto bene.
Ogni volta, però, si scopriva di aver fatto un buco nell’acqua, tanto che si pensò anche a un sacrilego stupido scherzo.
Certo, se si facevano ricerche tra i nemici o gli estranei al cristianesimo, non si sarebbe mai risolto il giallo, che invece forniva la soluzione proprio sotto gli occhi di tutti.
Manco a dirlo, a scoprire il mistero arrivò Emilio, un ragazzo non ancora maggiorenne, con un ragionamento elementare:
“Se qualcuno ha rubato le ostie lo ha fatto perché gli servivano o perché gli piacevano. Questa seconda soluzione però non è valida perché poteva benissimo comprarle da qualche altra parte, visto che al distributore comunque si pagano. Anche se si fosse trattato di un goloso o un affamato squattrinati, c’è da considerare che la spesa è così irrisoria che non vale la pena di provocare uno sconquasso, correndo inoltre vari rischi. Con l’impegno usato per scassinare questo apparecchio si sarebbero potuti ottenere ben altri importi attaccando per esempio un distributore di sigarette.  L’unica possibilità è che si tratti di una persona che vuole ricevere l’Eucarestia ma non può farsi vedere in giro, cioè probabilmente un ricercato”.
Quando, di lì a un paio di mesi, la polizia catturò un temibile esponente di una cosca mafiosa, si scoprì che Emilio aveva fatto centro:
Il capomafia, legatissimo al Sacramento della Comunione fin da piccolo per l’influsso materno, aveva deciso che non poteva andare né personalmente né inviare i suoi uomini a ritirare le particole per timore di essere riconosciuti. Allora aveva deciso di farne una provvista scassinando un distributore.

Peccato che non avesse capito che nella sua posizione di bandito non era nelle condizioni ideali per comunicarsi!   

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