Locker per farmaci ospedalieri: il caso Parma e l’alt dell’Ordine dei Farmacisti

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Locker per farmaci ospedalieri: il caso Parma e l’alt dell’Ordine dei Farmacisti
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Il 22 giugno l’Asl di Parma ha attivato, in via sperimentale, 12 locker automatizzati al padiglione 10 dell’ospedale Maggiore, presso lo sportello di distribuzione diretta dei farmaci che registra circa 1.500 accessi a settimana. Il sistema era pensato per il ritiro differito: il paziente riceve un avviso via email o sms con un codice, ha 72 ore di tempo per il ritiro (con promemoria automatico) e un messaggio finale conferma l’avvenuto prelievo. In caso di successo, l’Asl intendeva estendere il servizio anche ai punti di distribuzione di Fidenza e Borgotaro.
La sperimentazione, però, non è arrivata a sera. Lo stesso giorno Federfarma Emilia-Romagna ha inviato una diffida formale all’Asl, richiamando una nota del Ministero della Salute del 19 maggio 2023 – a conferma di un orientamento già espresso nel marzo 2019 – secondo cui la dispensazione del farmaco è un atto professionale unitario che richiede la presenza e l’assistenza diretta del farmacista fino alla consegna finale, e non può quindi essere demandata a un sistema automatizzato. L’associazione ha paventato anche una segnalazione ai NAS e agli Ordini professionali in caso di prosecuzione dell’iniziativa.
La diffida ha prodotto un effetto immediato: la Regione Emilia-Romagna, convocato un incontro a Bologna con l’assessore alla Salute e le rappresentanze delle farmacie territoriali, ha disposto il congelamento sine die del progetto, dichiarando di non essere stata preventivamente informata dell’iniziativa. La partita, tuttavia, non si è chiusa: la Regione ha lasciato aperta la porta a un futuro tavolo di confronto tra Ministero, Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) e associazioni di categoria.

È qui che il caso Parma si è trasformato in una questione nazionale. Il 2 luglio la FOFI è intervenuta con una nota che non riguarda più solo l’episodio parmense, ma ribadisce in via generale il divieto di dispensazione tramite smart locker, totem digitali e sistemi analoghi. La FOFI richiama due note ministeriali – quella del 16 gennaio 2026 sui totem touchscreen nelle parafarmacie e quella, precedente, sugli smart locker – oltre all’art. 122 del RD 1265/1934 (TULLSS), all’art. 5 del DL 223/2006 e all’art. 112-quater del D.Lgs. 219/2006: norme che il Ministero interpreta in modo restrittivo, escludendo qualsiasi automazione che sottragga al farmacista l’assistenza diretta in tutte le fasi della dispensazione, dalla scelta del medicinale alla consegna.

Il tema, quindi, resta aperto ma con un perimetro normativo che oggi va nella direzione opposta a quella dell’automazione: mentre cresce l’interesse per soluzioni smart nel ritiro di farmaci e dispositivi medici, la posizione di Ministero e FOFI blocca, almeno per ora, ogni ipotesi di distribuzione priva di intermediazione professionale diretta.

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