Obesità e risparmio. Le scuole contro l’adeguamento dei prezzi.

24-09-2013 – “Si ricorda che non è assolutamente consentito recarsi ai distributori automatici durante le ore di lezione a scuola”.
Così recita uno stralcio della circolare girata all’IPSIA di Brugnera (PN), in base alla decisione  presa dalla dirigenza scolastica con due diversi obiettivi: arginare il consumo di bevande e alimenti zuccherati e grassi e consentire un risparmio alle famiglie, in un periodo economicamente difficile.
Il divieto, che prevede anche sanzioni per gli studenti “disobbedienti”, si pone come un metodo per combattere la dipendenza da merendine e patatine, ma ha una seconda motivazione legata alla notizia dell’imminente adeguamento dei prezzi dei prodotti ai distributori a seguito dell’aumento dell’aliquota IVA per la somministrazione.
Il dirigente scolastico Giovanni Dalla Torre ha stimato che “In media i ragazzi spendono 2 euro al giorno nei distributori automatici. In tempi di crisi, per tante famiglie, è un altro elemento da contenere, con l’obiettivo della salute“.
Gli studenti sono stati invitati a portarsi da casa frutta e spuntini, mentre si cercherà di ottenere prezzi più bassi con il fornitore del servizio di somministrazione.
In questo inizio di anno scolastico, la situazione dell’IPSIA sembra comune ad altre scuole e lascia prevedere un duro periodo  per i gestori per i quali, soprattutto nelle scuole, non sarà facile adeguare i prezzi.

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