Per la Commissione Europea il bando di gara dell’UNI CAGLIARI è una case history

L’Università di Cagliari (UNICA), che conta circa 25.000 studenti iscritti e 3.000 dipendenti, è fortemente impegnata a promuovere pratiche sostenibili.  Aderisce, infatti, al Network of Sustainable Universities (RUS), la prima rete nazionale di collaborazione tra istituzioni universitarie pubbliche e private impegnate nei temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale ed ha partecipato alla campagna #StopSingleUsePlastic per la sensibilizzazione e l’educazione alla tutela dell’ambiente marittimo.

Per raggiungere obiettivi di sostenibilità, UNICA ha “confezionato” un bando di gara per la concessione del servizio distributori automatici, che ben si colloca nell’ambito della strategia UE sulle materie plastiche e della Direttiva UE sulla plastica monouso.

Quel che è interessante è che questo appalto non solo ha vietato gli articoli in plastica monouso, ma ha anche messo in atto un modello di economia circolare in cui ai rifiuti viene data una nuova vita e trasformati in un nuovo prodotto, come è ben descritto nella sezione “Oggetto dell’appalto”: Contratto di concessione di spazi destinati al posizionamento di 64 distributori automatici. Gli alimenti e le bevande (sia calde che fredde) forniti dai distributori automatici devono essere conformi alle politiche dell’Università per la riduzione massiccia (e l’eventuale eliminazione) della gestione sostenibile della plastica e dei rifiuti.

L’appalto, aggiudicato di recente, è stato considerato una case history da parte della Commissione Europea che l’ha portato come esempio da seguire, inserendolo nella Newsletter di settembre sugli appalti verdi delle Pubbliche Amministrazioni (Green Public Procurement). Secondo la CE l’esperienza descritta è facilmente replicabile in tutte le altre pubbliche amministrazioni e permette di indirizzare il mercato alimentare verso scelte sempre più ispirate alla sostenibilità attraverso la pressione esercitata dalla domanda pubblica.

Approfondendo i termini dell’appalto, troviamo maggiori specifiche per quel che riguarda i requisiti richiesti relativi  ai prodotti alimentari che le società partecipanti sono tenute a proporre:
• Almeno il 40% di una gamma di prodotti alimentari deve provenire da produzione biologica (compresi frutta, verdura, pane e prodotti da forno);
• Almeno il 20% dei prodotti deve provenire da “sistemi di produzione integrati” (con riferimento alla norma UNI 11233:2009: Sistemi di produzione integrati nelle filiere agroalimentari – principi generali per la progettazione e la realizzazione nelle filiere alimentari vegetali);
• Per le bevande gassate, il tè freddo, i succhi di frutta e altre bevande (ad esempio, bevande energetiche), non è consentito l’uso della plastica. Inoltre, i distributori automatici dovevano rispettare le seguenti caratteristiche ambientali: le macchine utilizzate per l’erogazione di bevande dovevano fornire bicchieri e agitatori in materiali diversi dalla plastica; i distributori automatici dovevano rispettare le normative tecniche e sanitarie.
A queste richieste vanno ad aggiungersi precise clausole:
• Le bottiglie d’acqua di plastica sono vietate;
• L’aggiudicatario deve provvedere alla raccolta delle capsule di caffè per il trattamento differenziato;
• L’aggiudicatario è responsabile della raccolta dei residui di caffè e della loro consegna a una specifica azienda che li riutilizza per produrre fertilizzanti per le piante.
I fornitori partecipanti alla gara hanno dovuto, quindi, presentare offerte in cui dimostravano la loro capacità di portare il minor impatto possibile della loro attività all’interno dell’Ateneo attraverso l’applicazione di un sistema di gestione ambientale, secondo i seguenti principi:
  • Eliminazione della plastica monouso: i distributori automatici erogano bevande calde e fredde in contenitori realizzati al 100% in materiale compostabile, nel caso di bevande calde, mentre le bevande fredde vengono erogate in contenitori plastic-free (Tetra Pak®, vetro, alluminio) e sono riciclabili.
    • Rispetto dei principi di un’Economia Circolare: i residui di caffè vengono recuperati da un’azienda specializzata e riutilizzati per la produzione di fertilizzanti vegetali; i contenitori per bevande calde sono compostabili al 100%.
    • Riduzione delle emissioni di CO2: i distributori automatici offerti soddisfano le classi energetiche A+ e A++.
    • Contribuire alla raccolta differenziata locale dei rifiuti (che raggiunge il 70% del totale dei rifiuti) posizionando accanto ai distributori automatici contenitori per rifiuti differenziati per tipologia;
    • Contribuire a sensibilizzare sul consumo di cibi e bevande più sostenibili e sulla necessità di limitare la produzione e l’uso della plastica;

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