Nestlé – Perugina. A rischio 300 posti di lavoro

31-08-2015 – I contratti di solidarietà che hanno consentito di tenere in caldo i posti di lavoro nello stabilimento di San Sisto (PG) della Perugina si avviano alla scadenza e l’annuncio del calo della produzione annua da 25.000 a 23.500 tonnellate determina l’esubero di 300 lavoratori e accresce il rischio di licenziamenti.
Secondo alcune organizzazioni sindacali che seguono la vicenda del sito produttivo umbro occorre cambiare l’atteggiamento nei confronti della proprietà e pretendere da Nestlé certezze e un piano di sviluppo concreto, visto che le promesse degli ultimi mesi non si sono ancora tradotte in fatti. E di questo verrà chiesto un resoconto a Corrado Castrovillari, direttore generale della Divisione dolciari dell’azienda, in occasione dell’incontro che si terrà il 9 ottobre nella sede di Confindustria.
Daniele Marcaccioli, segretario di Uila Uil Perugia, sostiene che non “bisogna mollare” e tenere uniti lavoratori e istituzioni per fare fronte comune e trovare soluzioni soprattutto per ciò che concerne la produttività.
Il segretario di Uila Uil sembra avere le idee chiare e, soprattutto, molte proposte che Nestlé potrebbe concretamente valutare per incrementare le linee di prodotto da realizzare nello stabilimento umbro, come si evince da queste dichiarazioni:
L’ultimo investimento importante a San Sisto, datato primi anni 2000, risale alla linea Forza, nuova tecnologia capace di inserire una crema areata all’interno di un cioccolatino. Poi si è parlato del progetto ‘Confiserie 5 Stelle’, rimasto a uno stato embrionale.
I volumi devono tornare a crescere. Oltre al Bacio, dovranno essere tavolette, caramelle e biscotti, oppure produzioni alternative contro stagionali. Si è parlato tantissimo di caffè ma Nestlè ha investito su questo altrove. Nestlé provi a inventare qualcosa, magari cioccolato fatto in Perugina, complementare o succedaneo al caffè, una tazzina modellata, un cucchiaino da associare a ogni confezione di cialde. Se non è caffè che sia altro. Se c’è la volontà politica qualche altra produzione può e deve arrivare a San Sisto. Si investa in pubblicità, marketing e nuove tecnologie. I lavoratori sono pronti, se lo meritano, se lo merita la storia dello stabilimento e della città”.

Perugina
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