Biologico, equosolidale e vegano non sono più nicchie di mercato, nemmeno nel vending. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Jakala per Confida presentata a Venditalia 2026: nei prossimi cinque anni, il 28% dei gestori indica il biologico come categoria su cui investire, mentre il 10% cita rispettivamente i prodotti equosolidali/fair trade e quelli vegani. Un segnale che non arriva dall’alto – dai brand o dalle tendenze del retail – ma direttamente dagli operatori, che stanno ridefinendo le proprie priorità di assortimento in chiave sempre più consapevole.
È la lettura che dà anche Altromercato, che è stata presente a Venditalia con una proposta che unisce qualità, tracciabilità e filiere etiche costruite in oltre 35 anni di attività. Per l’organizzazione di Commercio Giusto, quei numeri confermano una tendenza già intercettata: anche nel consumo veloce del distributore automatico sta emergendo una domanda di coerenza valoriale, che spinge i gestori a cercare prodotti distintivi capaci di giustificare un posizionamento di prezzo diverso. Un interesse sempre più concreto, con produttori e distributori che iniziano a richiedere direttamente l’integrazione di filiere tracciate e standard di sostenibilità nelle proprie offerte.
I numeri interni danno sostanza alla visione. Nel 2025 Altromercato ha superato i 7,2 milioni di tazzine di caffè equosolidale erogate attraverso il canale vending. E a Venditalia 2026 arriva una novità di rilievo: per la prima volta l’intera gamma di caffè per la distribuzione automatica sarà accompagnata da uno studio sulla Carbon Footprint, realizzato da Up2You, che misura l’impatto in CO₂ equivalente lungo l’intera filiera.
I dati evidenziano per 1 kg di caffè verde Altromercato un profilo emissivo inferiore fino al 26% rispetto alla media di settore. Lo studio è inoltre progettato per essere esteso, tramite una piattaforma dedicata, ai gestori che intendano monitorare l’ultimo miglio fino alla macchina distributrice.
“Due anni fa Altromercato entrava nel mondo dei distributori automatici con la consapevolezza di poter garantire filiere sostenibili a 360 gradi. Oggi lo dimostriamo con i numeri. I caffè presenti nella distribuzione automatica sono “buoni” tre volte: per la qualità organolettica, per le pratiche virtuose adottate dai produttori, con cui costruiamo relazioni durature basate su fiducia e trasparenza nel rispetto dei principi del Commercio Giusto, e perché, dati alla mano, siamo riusciti a dimostrare impatti ridotti lungo l’intero ciclo di vita del prodotto“, commenta Luca Sarnacchiaro, Sales Manager Food Service di Altromercato.



















