Succo di arancia rossa. Si chiede la modifica della Direttiva comunitaria

04-09-2018 – Il Distretto Agrumi di Sicilia combatte da tempo affinché venga tutelata la produzione siciliana di arance e, in particolare, di arance rosse trasformate in succo, chiedendo che venga modificata la Direttiva comunitaria in materia. Secondo i rappresentanti del Distretto, troppo spesso il consumatore viene ingannato da diciture non corrette poiché viene indicato  come arancia rossa anche il contenuto di succhi ricavati dall’arancia bionda, sottoposta ad un processo di ripigmentazione  con il colorante E 120 che dà al succo il caratteristico colore “rosso cocciniglia”.
Si tratta, quindi, di una bevanda non ricavata dalla spremitura di arance rosse di Sicilia, bensì di arance di altra qualità, nella maggior parte dei casi non siciliane, ma importate da altri Paesi comunitari, come la Spagna, o addirittura extra comunitari come il Brasile.
A tutela del prodotto e dei produttori siciliani si è mosso l’assessore all’agricoltura Edy Bandiera, il quale è riuscito a far approvare, dapprima in Commissione nazionale Politiche Agricole e successivamente in Conferenza Stato Regioni, la proposta di modifica della direttiva comunitaria in materia di succhi di frutta e altri prodotti analoghi.
La Regione Sicilia ha chiesto e ottenuto l’intervento del Governo nazionale per far approvare dall’Unione Europea la modifica della denominazione dei succhi di frutta.
L’assessore ha precisato che “è stato chiesto che nella Direttiva 2001/112/Ce venga inserito la denominazione specifica “arancia rossa” per le bevande ottenute utilizzando esclusivamente succo da varietà pigmentate con un contenuto di antocianine superiore a 60 mg/l…. Con l’ inserimento di questa definizione dovrà essere invece necessariamente presente il succo di arance rosse nelle percentuali previste dalla legge, con vantaggi per tutta la filiera.”

E mentre il Governo nazionale si confronta con l’Unione Europea, il Distretto degli Agrumi, supportato dalla Regione Sicilia, continua la sua battaglia a sostegno dell’origine del prodotto, degli imprenditori del settore e degli interessi del consumatore.

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