Stabilimento e origine sulle etichette degli alimenti

21-09-2016 – Dopo una battaglia durata due anni, dal 15 settembre è entrata in vigore la normativa secondo la quale le etichette dei prodotti alimentari devono riportare, oltre che l’origine, anche le indicazioni relative allo stabilimento di produzione. 
Questo è quanto voluto dal  96,5% degli italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari promossa e condotta dal ministero delle Politiche Agricole con la partecipazione di 26.547 italiani, tra associazioni e opinione pubblica.
Per tutti i consumatori è certamente importante sapere dove è prodotto e confezionato ciò che mangiamo, indicazione che diventa indispensabile se si vuole avere il controllo di ciò che si compra e si porta in tavola.
Per adeguarsi al Regolamento Ue 1169/2011 entrato in vigore il 13 settembre 2014 si stava rischiando di perdere questo tipo di informazione, poiché la normativa europea prevede solo l’obbligo di indicare ragione sociale e indirizzo dell’operatore responsabile.
Secondo lo stesso regolamento, però,  gli Stati Membri possono a loro volta stabilire norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria,  nel caso che i cittadini manifestino volontà di conoscere l’origine dei prodotti ai fini di una scelta di acquisto informata, consapevole e certamente rispettosa della salute.
In Italia, a febbraio 2015 si è formato  un movimento di pressione che ha condotto alla formazione di un tavolo di lavoro  fra i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Agricoltura, Federalimentare, Federdistribuzione e Coldiretti che di concerto, hanno sottoscritto un impegno comune al ripristino in Italia di informazioni dettagliate sulle etichette alimentari.
Approvata dal Consiglio dei Ministri, la norma è oggi in vigore, mentre le aziende che producono alimenti destinati al mercato italiano hanno 12 mesi per adeguarsi.

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