Quando un bene strumentale viene dismesso

18-01-2018 – Come ci si deve comportare quando un bene strumentale cessa, per diversi motivi, di svolgere il proprio ruolo all’interno dell’attività ed è necessario disfarsene? Come bisogna comportasi da un punto di vista contabile?
Due sono i casi: il bene viene venduto o eliminato.
In caso di vendita, l’aspetto contabile è determinato dalla regolare procedura di fatturazione del bene stesso all’acquirente o dalla documentazione che attesta l’eventuale cessione del bene usato, non più utile, in permuta con altro bene nuovo.
Più complesso l’iter per quanto riguarda invece l’eliminazione del bene, che può avvenire su base volontaria (rottamazione o distruzione documentata) o su base involontaria, inerente quindi un’operazione di gestione straordinaria.
Se il bene strumentale va eliminato dal processo produttivo per cause estranee alla volontà dell’impresa (incendi, furti, calamità naturali), anche in questo caso l’eliminazione va documentata.
Ai fini fiscali vanno considerate due condizioni: se il bene è stato o meno interamente ammortizzato. Se il bene è stato interamente ammortizzato, basta stornarlo dal fondo di ammortamento; se il bene non è stato interamente ammortizzato,  occorre prima rilevare la quota infrannuale di ammortamento, stornare il fondo di ammortamento al conto del cespite e infine rilevare una insussistenza passiva per il residuo non ammortizzato.
Nell’articolo del dott. Nicola Napolitano, pubblicato sul portale www.fiscoetasse.com sono riportati due casi esemplificativi delle diverse condizioni in cui il bene strumentale può venirsi a trovare al momento della sua dismissione.

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