Vertenza Selecta in Regione Lombardia: si apre uno spiraglio

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Vertenza Selecta in Regione Lombardia: si apre uno spiraglio

La vertenza Selecta Italia è arrivata in Regione Lombardia. Dopo che a febbraio la consigliera regionale M5S Paola Pizzighini aveva sollevato pubblicamente il caso chiedendo l’intervento della Regione Lombardia, giovedì 12 marzo si è svolta la seduta della Commissione Attività Produttive dedicata alla situazione occupazionale del colosso europeo del vending. Le audizioni, convocate su richiesta dei consiglieri Simone Negri (PD) e Paola Pizzighini (M5S) e presiedute da Marcello Ventura (FdI), hanno messo al centro la riorganizzazione aziendale che mette a rischio 58 dipendenti a livello nazionale, 40 dei quali impiegati nella sede di San Donato Milanese.
La vertenza ha radici nel settembre 2025, quando l’azienda ha comunicato la propria situazione di crisi, riconducibile al calo strutturale dei consumi post-pandemia e alla diffusione dello smart working. A gennaio i sindacati avevano chiesto il coinvolgimento del MIMIT, ritenendo insufficiente il confronto bilaterale.

In occasione dell’incontro in Regione, i rappresentanti di Selecta hanno ribadito in Commissione di aver avanzato proposte concrete: il contratto di solidarietà per 27 dipendenti e, per i restanti, il licenziamento non oppositivo con incentivi legati all’anzianità, comunicati ai lavoratori anche tramite posta certificata. Una ricostruzione che Filcams Cgil e RSA Cisl hanno respinto, definendo la trattativa “poco chiara” e accusando l’azienda di agire in modo discrezionale.
La richiesta dei sindacati è univoca: estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori coinvolti, per dare il tempo necessario a valutare le opzioni di esodo.

Dalla seduta è emersa una prima apertura istituzionale. La Direzione regionale Istruzione, Formazione e Lavoro ha confermato la disponibilità della Regione a sedersi a un tavolo con le parti sociali per sostenere l’estensione dei contratti di solidarietà e avviare un’interlocuzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La Direzione Sviluppo Economico ha inoltre ventilato la possibilità di mettere a disposizione dell’azienda strumenti di incentivo all’innovazione, nell’ottica di salvaguardare il capitale umano e la competitività del sito lombardo.
La vertenza rimane aperta. Nessun accordo è stato raggiunto nella seduta di giovedì, ma l’intervento istituzionale della Regione segna un passaggio significativo rispetto all’impasse che caratterizzava finora il negoziato.

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