Progetto RECAP: Trieste prima in Italia per la raccolta stradale delle capsule di caffè

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Progetto RECAP: Trieste prima in Italia per la raccolta stradale delle capsule di caffè

Il progetto RECAP evolve. Il 20 febbraio, alla presenza dei rappresentanti del Comune di Trieste, di AcegasApsAmga, di illycaffè, di Nestlé Italiana e di Logica, è stato presentato il nuovo sistema di raccolta stradale delle capsule di caffè in plastica, che affianca i centri di conferimento già attivi dal 2021.

Con l’installazione di 20 postazioni distribuite nei diversi quartieri cittadini, Trieste diventa la prima città italiana a introdurre un modello di raccolta su strada dedicato a questa specifica frazione. Una scelta che rafforza un progetto nato come sperimentazione e progressivamente trasformato in servizio strutturato.
Le capsule devono essere conferite sfuse, senza sacchetti, esclusivamente nei contenitori RECAP. Restano escluse le capsule in alluminio e quelle compostabili, così come qualsiasi altro rifiuto. Un passaggio fondamentale per garantire l’efficacia del processo industriale successivo, che prevede la separazione della plastica dal caffè esausto.

La plastica viene avviata a riciclo, mentre la componente organica, al termine del trattamento, perde la qualifica di rifiuto e diventa un prodotto “End of Waste”, destinato alla produzione di emendanti. Non si tratta quindi di semplice smaltimento, ma di recupero di materia in un’ottica di economia circolare concreta.
Fornire ai consumatori strumenti concreti per sostenere il riciclo delle capsule e favorire l’economia circolare è una priorità“, ha sottolineato David Brussa, Chief Total Quality & Sustainability Officer di illycaffè. “Il progetto RECAP nasce proprio per semplificare il conferimento e promuovere comportamenti responsabili, rendendo ogni gesto quotidiano un contributo reale verso un futuro più sostenibile“.

Per la filiera del caffè, e più in generale per il segmento del porzionato, il tema della gestione a fine vita delle capsule rappresenta una delle principali sfide ambientali. L’impossibilità di conferire queste capsule nella raccolta differenziata tradizionale ha reso necessario sviluppare sistemi dedicati, basati su collaborazione tra amministrazioni locali, utility e aziende produttrici.

L’estensione alla modalità stradale segna un cambio di scala: non più solo punti di raccolta mirati, ma un’infrastruttura diffusa che punta a intercettare volumi maggiori e a semplificare il gesto del cittadino. Un modello che potrebbe diventare riferimento anche per altri territori e che rafforza la credibilità ambientale dell’intero comparto, incluso il vending, sempre più chiamato a integrare soluzioni sostenibili lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

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