Negli Stati Uniti sta crescendo un filone di servizi digitali che affronta quello che, per molti operatori del vending, è il vero collo di bottiglia: non gestire le macchine, ma trovare i posti dove installarle.
L’ultimo arrivato è VendSpace, marketplace online con sede a Minneapolis che connette gli operatori del vending con i proprietari di immobili interessati ad avere un servizio di distribuzione automatica nei propri spazi. Dopo un primo debutto, VendSpace è stato rilanciato a inizio giugno con un’interfaccia più evoluta per garantire all’utente un’esperienza di navigazione più veloce.
Il problema da cui parte è noto a chiunque operi nel settore. Trovare le location è ciò che porta via più tempo: telefonate a freddo, attese di richiamo, trattative sugli accordi di posizionamento e contratti che saltano. Sul fronte opposto, i property manager ricevono chiamate da operatori che non conoscono, senza un riferimento per capire quale sia un accordo equo. Il fondatore e CEO Molubah Seley spiega di aver creato la piattaforma proprio perché gli operatori passavano più tempo a cercare spazi che a gestire la propria attività.
VendSpace prevede due modi per assicurarsi una location: un accordo Standard, con un costo una tantum che rende il posto dell’operatore, e un accordo Revenue Share, in cui l’operatore installa le macchine e divide una percentuale delle vendite con il proprietario. Formula utile quest’ultima per crescere senza immobilizzare capitale a ogni nuova installazione. Una parte degli annunci è inoltre marcata come Turnkey: il proprietario ha già firmato l’accordo di posizionamento e l’operatore salta la trattativa, passando direttamente all’installazione. La piattaforma, marketplace nazionale per vending, micro-market e coffee service, mette in contatto i proprietari con operatori verificati attraverso accordi strutturati, e arricchisce gli annunci con stime di traffico e proiezioni di ricavo per ciascuna postazione.
VendSpace non è un caso isolato. Un concorrente come VendPlacer si presenta come il marketplace delle location per distributori, con migliaia di spazi ad alto traffico in 309 città nel mondo, dove l’operatore invia una richiesta diretta al proprietario, negozia e paga l’affitto direttamente a quest’ultimo. Più in generale, negli USA esiste da tempo un ecosistema di “locator service” e di guide su come valutare e conquistare le postazioni migliori.
Per il mercato italiano è un segnale interessante. La ricerca delle location resta un nodo critico anche da noi, e modelli di questo tipo – marketplace che trasformano il reperimento dei siti in un processo trasparente, con accordi codificati e dati a supporto – intercettano lo stesso bisogno di cui parla il piano “100.000 nuove location” di CONFIDA. Un’evoluzione “automatic” che riguarda non solo la macchina, ma il modo stesso di fare impresa nel vending.



















