Nella tarda serata del 1° luglio, presso la sede di Assolombarda, Nestlé e i sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno sottoscritto l’accordo per la gestione delle ricadute occupazionali del piano di riorganizzazione annunciato dal gruppo. L’intesa riduce gli esuberi previsti nella sede di Assago da circa 140 a 112, con uscite scaglionate lungo tutto il 2027 fino al primo trimestre del 2028.
Il numero, va ricordato, rappresenta il punto di arrivo di un percorso di ridimensionamento progressivo: il piano era partito ad aprile con l’annuncio di 185 esuberi a livello nazionale, concentrati nelle funzioni impiegatizie della sede di Assago. In quella fase Fai, Flai e Uila avevano espresso forte contrarietà, contestando le motivazioni aziendali legate alla riduzione dei costi e manifestando preoccupazione anche per il settore Waters, non direttamente coinvolto negli esuberi ma oggetto di un percorso che, in caso di joint venture, potrebbe comportare il trasferimento in Sanpellegrino di 60-70 persone. A fine maggio, un primo confronto sindacale aveva già portato la cifra a 145 unità (13 delle quali dirigenziali).
L’accordo di inizio luglio introduce tre strumenti distinti per la gestione delle uscite. Il primo è l’accompagnamento alla pensione, con integrazione salariale al 70% della retribuzione e copertura dei contributi previdenziali, riservato a chi matura i requisiti pensionistici entro un periodo massimo di sette anni. Il secondo sono le uscite volontarie incentivate, pari a quattro anni di retribuzione totale, a cui si affianca un servizio qualificato di outplacement per il ricollocamento professionale. Il terzo riguarda le misure di ricollocazione interna, per chi può essere reimpiegato in altre funzioni aziendali, con verifiche periodiche tra le parti sulla fattibilità di tali percorsi.
Secondo quanto riportato da CISL Milano, le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Assago, riunite nella stessa giornata, hanno espresso una valutazione molto positiva dell’intesa. Le segreterie di Fai, Flai e Uila, insieme alle Rsu, ritengono che nella gestione del piano sia stato concretizzato quel principio di responsabilità sociale già dimostrato dalle parti in altre occasioni, principio che le stesse organizzazioni sindacali si aspettano venga applicato anche al futuro processo di cessione della divisione Waters.
Il confronto sindacale, durato oltre un mese, è passato anche attraverso un’audizione presso la commissione lavoro della Regione Lombardia. Gli esuberi della sede di Assago si inseriscono nel piano di riorganizzazione globale da 16.000 uscite annunciato a ottobre 2025 dal CEO di Nestlé, Philipp Navratil.
Fonti: CISL Milano, FLAI





























