Acqua Minerali d’Italia annuncia la ristrutturazione e spera nel salvataggio

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Acqua Minerali d’Italia annuncia la ristrutturazione e spera nel salvataggio

Finita in concordato a luglio, Acque Minerali d’Italia ha sperato finora nella possibilità di un salvataggio attraverso l’introduzione di nuove risorse, che potessero sanare il debito e permettere al gruppo di ripartire.
Ma la crisi degli ultimi mesi, che ha investito in particolare tutto il comparto della ristorazione, ha vanificato tale possibilità, portando il gruppo guidato dalla famiglia Pessina ad annunciare la necessità di una ristrutturazione che colpirebbe in particolare il sito produttivo umbro di Acqua Sangemini.

L’annuncio ha immediatamente allertato sindacati e Rsu, contrari ad un’operazione che colpirebbe solo una parte dei lavoratori del gruppo, generando divisioni e penalizzando ancora una volta un territorio, l’Umbria, già fortemente colpito dalla crisi economica.

Pertanto, Flai, Fai e Uila hanno risposto con forza, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto, che dovrebbe tenersi il prossimo 14 dicembre.

Acque Minerali d’Italia ha debiti per 175 milioni di euro, dei quali 70 verso le banche.

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