UCIMAC alla Farnesina: Nocera rilancia il ruolo dell’industria italiana del caffè

Il presidente Roberto Nocera richiama il contributo delle imprese italiane tra tecnologie, formazione e nuovi partenariati con i Paesi produttori.

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Le aziende italiane delle macchine per caffè esportano oltre l’80% della produzione e sono presenti in più di 150 Paesi. Un patrimonio industriale e tecnologico che, secondo UCIMAC, può contribuire allo sviluppo dei nuovi partenariati internazionali nella filiera del caffè. È questo il messaggio portato da Roberto Nocera, presidente dell’associazione, all’incontro del 14 ottobre alla Farnesina, dedicato alla presentazione della strategia internazionale dell’Italia per il settore.
UCIMAC, l’Unione dei costruttori italiani di macchine per caffè professionali e semiprofessionali federata ANIMA Confindustria, ha partecipato al confronto tra istituzioni, Paesi produttori, organizzazioni internazionali e imprese, richiamando l’attenzione sul contributo che l’industria delle tecnologie per il caffè può offrire ai programmi di cooperazione.
Al centro dell’intervento di Nocera, in particolare, la necessità di coinvolgere le imprese fin dalle prime fasi di progettazione dei partenariati, affinché gli investimenti nei Paesi produttori siano accompagnati da formazione, trasferimento di competenze e innovazione tecnologica.
La partecipazione di UCIMAC all’incontro della Farnesina mette in evidenza il ruolo dei costruttori italiani di macchine per caffè nel sistema industriale nazionale e sui mercati esteri.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, oltre l’80% della produzione delle aziende rappresentate è destinato all’esportazione, con una presenza commerciale e tecnologica in più di 150 Paesi. Un livello di internazionalizzazione che riflette la competitività dell’industria italiana, sostenuta da competenze specialistiche, qualità delle tecnologie e capacità di rispondere alle esigenze dei diversi mercati.
Queste caratteristiche possono assumere un’importanza particolare nei progetti di cooperazione con i Paesi produttori, dove lo sviluppo della filiera richiede non soltanto investimenti, ma anche strumenti per migliorare i processi produttivi, la qualità e la valorizzazione del prodotto.

Nocera: tecnologia e formazione per valorizzare la filiera
“La qualità del caffè si costruisce lungo tutta la filiera e la tecnologia è decisiva per preservare e valorizzare il lavoro svolto nei Paesi d’origine“, dichiara Roberto Nocera, presidente di Ucimac. “L’industria italiana può contribuire con macchine e soluzioni innovative, ma anche condividendo conoscenze, formazione e competenze tecniche. Per rendere efficace la cooperazione, è importante coinvolgere le imprese fin dalla progettazione e costruire partenariati duraturi. Tutelare il futuro del caffè significa lavorare insieme, dalla produzione all’estrazione, per una filiera sempre più competitiva e sostenibile“.
La posizione espressa dal presidente di UCIMAC inserisce quindi il comparto delle macchine professionali in una prospettiva più ampia, nella quale le competenze industriali diventano parte dei processi di sviluppo della filiera internazionale.
La continuità delle forniture, la qualità delle produzioni e la capacità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico rappresentano infatti questioni che coinvolgono tanto i Paesi d’origine quanto quelli importatori. In questo contesto, secondo l’associazione, il trasferimento di tecnologia e conoscenze può contribuire a rafforzare la competitività del settore.

L’intervento di UCIMAC si inserisce nella “Strategia internazionale dell’Italia per il caffè. Sviluppo, valore, partenariati”, presentata dal viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, di cui abbiamo parlato in questa News.
Il piano punta a collegare cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica e investimenti privati per rafforzare la resilienza della filiera e sostenere i Paesi produttori. Tra le iniziative illustrate figurano la Global Coffee Initiative e la prevista creazione dell’Espresso Fund, fondo pubblico-privato promosso dall’Italia insieme alla Banca Mondiale per favorire investimenti lungo la filiera.

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Giuseppe Lavazza, presidente del Comitato Italiano del Caffè, Andrea Illy, presidente di illycaffè, e Massimiliano Fabian, presidente della European Coffee Federation.

Per UCIMAC, il coinvolgimento dell’industria italiana delle macchine per caffè rappresenta una componente importante di questo percorso. L’associazione richiama soprattutto la necessità di costruire collaborazioni durature con i Paesi produttori, nelle quali tecnologia, formazione e competenze industriali possano affiancare gli investimenti e contribuire alla valorizzazione del caffè lungo tutte le fasi della filiera.