Caffè. La Farnesina presenta la strategia italiana per sostenere la filiera

Dalla cooperazione con i Paesi produttori agli investimenti: presentati alla Farnesina due programmi per rafforzare la sostenibilità e la competitività del settore.

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L’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo nella filiera internazionale del caffè, attraverso una strategia che unisce cooperazione allo sviluppo, investimenti e trasferimento di competenze tecnologiche. Il piano è stato presentato il 14 ottobre alla Farnesina, durante un incontro che ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali, rappresentanti dell’industria e operatori finanziari.
La strategia, denominata “Sviluppo, valore, partenariati”, prevede interventi a sostegno dei Paesi produttori, con particolare attenzione alla sostenibilità delle coltivazioni, alla resilienza climatica e alla creazione di maggior valore economico nei territori d’origine.

“Sostenere i Paesi produttori e valorizzare il saper fare delle imprese italiane significa costruire una filiera del caffè più sostenibile, equa e resiliente. Coniughiamo cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica, ricerca e partenariato con il settore privato per creare valore nei Paesi d’origine e opportunità durature per tutti”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli.

Uno dei pilastri della strategia è ACT Coffee, programma avviato nel 2025 con un finanziamento iniziale italiano di 15 milioni di euro e realizzato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO), in collaborazione con l’International Coffee Organization (ICO) e altri partner.

L’iniziativa interessa inizialmente cinque Paesi africani: Etiopia, Kenya, Uganda, Tanzania e Malawi. Gli interventi riguardano il miglioramento delle capacità produttive, la formazione professionale, la resilienza ai cambiamenti climatici e lo sviluppo delle attività di trasformazione locale. L’obiettivo è favorire una maggiore partecipazione dei Paesi produttori alla creazione di valore lungo la filiera, intervenendo anche sulla qualità del prodotto e sulle competenze tecniche necessarie per accedere ai mercati internazionali.

La seconda componente della strategia è la Global Coffee Initiative, sviluppata con il Gruppo Banca Mondiale e Cassa Depositi e Prestiti per sostenere la preparazione di progetti e mobilitare investimenti nel settore. L’iniziativa prevede anche la creazione dell’Espresso Fund, presentato dalla Farnesina come il primo fondo globale pubblico-privato dedicato alla filiera del caffè e promosso dall’Italia insieme alla Banca Mondiale. Il nuovo strumento punta a favorire il coinvolgimento di capitali pubblici e privati in interventi di sviluppo della filiera. Non sono ancora stati precisati, nelle comunicazioni ufficiali esaminate, la dotazione finanziaria complessiva e i tempi di piena operatività del fondo.
Alla presentazione hanno partecipato anche Giuseppe Lavazza, presidente del Gruppo Lavazza e del Comitato Italiano del Caffè, e Andrea Illy, presidente di illycaffè, insieme a rappresentanti delle istituzioni internazionali e dei Paesi produttori.
Tra i partecipanti figuravano inoltre la direttrice esecutiva dell’ICO Vanusia Nogueira, il vicedirettore generale della FAO Maurizio Martina e la vicedirettrice generale dell’UNIDO Marina Ponti.

La strategia punta anche a valorizzare le competenze industriali italiane, favorendo nuove collaborazioni nei settori della trasformazione, delle tecnologie e della formazione professionale. L’iniziativa rappresenta così un tentativo di collegare le politiche di cooperazione internazionale alle opportunità di sviluppo economico dell’intera filiera del caffè.