Il Regno Unito introduce nuove restrizioni alla vendita attraverso i distributori automatici, coinvolgendo due categorie di prodotti: sigarette elettroniche ed energy drink ad alto contenuto di caffeina. Per il vaping il divieto scatterà il 29 ottobre 2026 in tutto il territorio britannico, mentre in Inghilterra il Governo punta a vietare la vendita automatica degli energy drink ad alta caffeina dal 6 aprile 2027, subordinatamente al completamento dell’iter normativo.
Le due misure rispondono all’obiettivo di limitare l’accesso dei minori a prodotti considerati rischiosi per la salute, ma vanno oltre il semplice controllo dell’età: il divieto riguarda il canale vending anche quando le macchine sono collocate in ambienti riservati agli adulti.
Il Tobacco and Vapes Act 2026 vieta dal 29 ottobre la vendita e l’erogazione diretta ai clienti, tramite distributori automatici, di sigarette elettroniche, liquidi per vaping e prodotti contenenti nicotina, comprese le nicotine pouches. La misura si applica in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, anche alle macchine dotate di sistemi di verifica dell’età. Il divieto comprende inoltre i dispositivi che consegnano prodotti acquistati o pagati separatamente.
La responsabilità del rispetto delle disposizioni ricade su chi gestisce o controlla i locali dove sono installate le macchine. Le sanzioni possono arrivare a 2.500 sterline, elevate a 5.000 in Irlanda del Nord.
È prevista una specifica eccezione per i dispositivi di vaping destinati ai pazienti adulti ricoverati in determinate strutture psichiatriche in Inghilterra e Galles.
Un secondo provvedimento riguarda gli energy drink contenenti più di 150 mg di caffeina per litro. Il Governo inglese ha deciso di vietarne la vendita ai minori di 16 anni e, indipendentemente dall’età dell’acquirente, attraverso tutti i distributori automatici.
La misura, prevista per aprile 2027, deve ancora completare l’iter parlamentare.
La scelta ha incontrato l’opposizione delle organizzazioni del vending, che durante la consultazione pubblica hanno evidenziato come, secondo i dati presentati dal settore, oltre l’80% dei distributori sia collocato in ambienti quali uffici, fabbriche, magazzini e palestre per adulti, generalmente non accessibili ai minori.
La perdita economica stimata dal settore potrebbe raggiungere 43 milioni di sterline all’anno. Il dato, riportato nella documentazione governativa, rappresenta una previsione delle imprese e non una perdita già registrata.
Nonostante le obiezioni, il Governo ha confermato l’intenzione di introdurre un divieto generalizzato, ritenendolo più semplice da applicare rispetto a restrizioni basate sull’accessibilità delle singole postazioni.
Le associazioni del vending hanno proposto soluzioni alternative, tra cui sistemi tecnologici di verifica dell’età e limitazioni riservate alle macchine accessibili ai minori. Il Governo inglese ha riconosciuto queste possibilità, ma ritiene che attualmente non offrano garanzie sufficientemente uniformi e affidabili. Non esclude comunque di rivalutarle in futuro.
Per il vending britannico le conseguenze riguardano quindi non soltanto la vendita di determinati prodotti, ma anche il ruolo delle tecnologie di controllo dell’accesso. Due provvedimenti distinti confermano una scelta normativa che, almeno per il momento, privilegia il divieto della vendita automatica rispetto all’impiego di sistemi di verifica dell’età.





























