Confezioni anonime per ridurre il consumo di snack

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Confezioni anonime per ridurre il consumo di snack

14-03-2017 – Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge, il packaging colorato ed attraente degli snack incentiverebbe ad un maggior consumo, determinando l’aumento dell’obesità e di tutte le malattie correlate.  Pertanto, secondo i ricercatori sarebbe opportuno che questi snack fossero venduti con un involucro anonimo e meno clamore pubblicitario, in modo che i consumatori li “notino” meno.
Secondo il professor Wolfram Schultz dell’Università di Cambridge: “Non abbiamo bisogno di questo tipo di calorie e oggi conosciamo alcuni dei meccanismi per cui desideriamo invece consumare questi cibi. Il segreto risiede nei meccanismi della ricompensa che si attivano nel cervello inducendo i neuroni a rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore correlato a sensazioni di benessere e piacere.”
Se il cervello associa la voglia di mangiare qualcosa (di buono) con l’immagine bella, colorata e attraente di uno snack che gli ha procurato piacere in precedenza, automaticamente spingerà a cercare quel prodotto ogni volta che l’organismo sentirà il bisogno di qualcosa di buono. Ciò conduce, di conseguenza, all’abuso, all’eccesso di calorie assunte e, in ultima analisi, all’obesità.
Viceversa, un packaging anonimo allontanerebbe l’immagine di quel determinato prodotto, non rendendolo più appetibile.
Di questo passo, si potrebbe arrivare ad adottare la stessa soluzione escogitata dalle multinazionali del tabacco che, raffigurando malattie e morte sui pacchetti di sigarette, credevano di poter spingere a smettere di fumare o almeno a ridurre il consumo di sigarette.

Per questa scoperta, il 4 maggio prossimo il team riceverà il Brain Prize per le neuroscienze.

SNACK
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