Distributori automatici di latte crudo. Interviene l’EFSA

Distributori automatici di latte crudo. Interviene l’EFSA

19-01-2015 – In seguito al crescente interesse dei consumatori europei per il latte crudo, l’EFSA – Autorità europea per la sicurezza alimentare – richiama nuovamente l’attenzione sui rischi che ne possono conseguire, laddove non vengono seguite le corrette prassi igieniche lungo tutta la filiera.
In particolare, l’allarme è scattato alla luce dei risultati di un’analisi condotta da un gruppo scientifico  di esperti sui dati forniti da alcuni Stati membri in relazione a focolai infettivi di origine alimentare verificatisi tra il 2007 e il 2013. Di essi, 27 sono da ricondurre al consumo di latte crudo. La maggior parte di tali focolai (21) sono stati causati da Campylobacter, uno di essi è stato causato da Salmonella, due da STEC e tre dal virus dell’encefalite da zecche (TBEV).
La grande maggioranza dei focolai è stata causata da latte vaccino crudo, mentre alcuni hanno avuto origine da latte caprino crudo.
In base agli esiti dello studio, gli esperti raccomandano il massimo rispetto della prassi e nello specifico:
Applicare corrette e moderne pratiche igieniche nelle aziende agricole per ridurre la contaminazione del latte crudo;
Mantenere la catena del freddo per prevenire o rallentare in esso la crescita dei batteri;
– Bollire il latte crudo prima di consumarlo per eliminare molti dei batteri che possono far ammalare le persone.

Gli ultimi due punti sono particolarmente diretti al consumo di latte attraverso distributori automatici, consentito solo in alcuni Stati membri, per il quale si è raccomandata la bollitura sin da quando sono comparse le prime macchine erogatici, gestite solitamente dagli stessi produttori di latte.

Bollire

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