Dopo il caffè Lavazza, nello spazio arriva anche la tazzina

02-02-2015 – Alla prossima missione spaziale gli astronauti potranno gustare il loro caffè in tazza e non “succhiandolo” dalla bustina come ha dovuto fare la nostra Samantha Cristoforetti, sperimentatrice dell’espresso Lavazza in assenza di gravità.
Proprio in base ai dati raccolti da Missione Futura anche sulla sperimentazione del caffè gustato nella navicella spaziale, i ricercatori della Portland State University hanno realizzato il prototipo di un contenitore in plastica riutilizzabile che dovrebbe assolvere alle funzioni di tazza e non solo per bere caffè e altre bevande in assenza di gravità.
La tazza, che poco assomiglia a quella tradizionale, è provvisto di un angolo appuntito, posizionato centralmente, il quale pratica una tensione superficiale sul liquido in modo tale da guidarlo verso la bocca. Non appena un astronauta sfiora il bordo della tazza, si crea una sorta di collegamento e la bevanda percorre la superficie della tazza fino a che il liquido passa direttamente nella bocca dell’astronauta.
Il costo di questa speciale tazzine è di 500 dollari, ma gli astronauti potranno prodursela “in casa” visto che sono equipaggiati con una stampante 3D, perfetta per questo tipo di realizzazioni.

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