Evoca Group annuncia la chiusura dello stabilimento SaGa Coffee di Gaggio Montano

L’annuncio della intenzione di chiudere lo stabilimento SaGa Coffee a Gaggio Montano (BO) entro la fine del prossimo anno è stato dato da EVOCA Group nel corso di un incontro con le RSU e le relative Organizzazioni Sindacali.
Una decisione che ha provocato dure reazioni da parte delle istituzioni, oltre che dei 220 lavoratori dl sito produttivo. Come riporta Il Resto del Carlino, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha dichiarato: “Faremo di tutto perché ciò non avvenga. Già la prossima settimana, convocheremo i vertici aziendali e i sindacati con l’obiettivo di non fermare l’attività e tutelare l’occupazione. Siamo con le lavoratrici e i lavoratori e la comunità locale, che soprattutto in un’area montana non può permettersi passi indietro. È ancor più inammissibile il comportamento dell’azienda a fronte degli sforzi messi in campo in questi anni da istituzioni, sindacati e forze economiche, con investimenti arrivati anche anche dalla Regione Emilia-Romagna“.

Da parte sua, l’azienda sottolinea come la decisione sia risultata inevitabile dopo una approfondita analisi del mercato da cui si evidenzia come il settore delle piccole macchine da caffè per l’ufficio sia profondamente cambiato a causa della forte pressione sui prezzi causata dalla concorrenza, esercitata dal segmento delle macchine per uso domestico e dall’ingresso di diversi produttori orientali. Lo stabilimento di Gaggio Montano, specializzato proprio nella produzione di macchine per caffè per l’OCS risente pesantemente di questo scenario, aggravato dall’emergenza pandemica, risultando poco competitivo.

Evoca Group, che si trova nella necessità di razionalizzare la produzione, pur avendo preso in considerazione ogni via percorribile, non è riuscita ad individuare una soluzione che potesse preservare l’operatività del sito, arrivando alla decisione di fermare la produzione entro il 31 marzo 2022 e chiudere definitivamente lo stabilimento per la fine dello stesso anno.

Allo stesso tempo, la direzione si è detta pronta ad un confronto costruttivo con le parti sindacali, al fine di individuare soluzioni che attutiscano l’impatto di questa decisione sui dipendenti del sito e sul tessuto sociale.
Intanto i lavoratori, che non si aspettavano la chiusura dello stabilimento, si sono organizzati in presidio permanente, sostenuti dai sindacati, che vedono nella decisione del Gruppo una mossa strategica per delocalizzare la produzione tra la sede di Valbrembo e la Romania.

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