Il distributore automatico di esche vive fa infuriare gli animalisti

01-08-2013 – Con l’estate aumenta il numero dei pescatori sportivi, quelli che per diletto si armano di canna e pesca e passano ore ai bordi di un lago, di un fiume o del mare in attesa che abbocchi la classica “preda da 10 chili” da mostrare agli amici.
Il titolare di un negozio specializzato in attrezzature da pesca della provincia di Padova ha pensato di fornire ai suoi clienti un servizio suppletivo, a vantaggio soprattutto di coloro che a pesca ci vanno all’alba o di notte quando il negozio è chiuso.  L’intraprendente commerciante ha installato un distributore automatico di esche vive, forse ispirato da quelli diffusi nei Paesi orientali, senza immaginare che la sua idea avrebbe scatenato l’associazione animalista locale.
Considerando la vendita delle esche vive come un maltrattamento e, di conseguenza, un reato punibile, gli animalisti veneti hanno organizzato un blitz e, armati di cartelli, sono andati a manifestare davanti al negozio dell’ignaro commerciante.  Sembra addirittura che la vendita di esche vive, oltre che essere di per sé un atto antianimalista nei confronti delle larve, sia considerato anche uno strumento di istigazione alla barbarie della pesca e all’uccisione di pesci ignari del destino a cui vanno incontro.
Da qualsiasi punto di vista lo si voglia considerare, è certo che l’episodio invita a riflettere dal momento che il commerciante ha deciso di eliminare il settore pesca dalla sua attività. Si è lasciato suggestionare dai cartelli degli animalisti?

d.a.-esche-vive

 

 

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