Indagine NOMISMA. Le preferenze degli italiani per la pausa pranzo

Per conto dell’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di CIRFOOD, NOMISMA ha condotto un’indagine focalizzata sulle abitudini degli italiani per la pausa pranzo, dalla quale emergono dati interessanti anche per i gestori del Vending, utili per individuare le referenze da inserire nei distributori automatici.
Il primo dato interessante riguarda il tempo dedicato alla pausa pranzo: poco, per la maggior parte dei lavoratori e degli studenti il tempo stimato è di circa 20 minuti, soprattutto se non si dispone di una mensa aziendale. Laddove sia presente, il 52% degli intervistati dichiara di dedicare alla pausa pranzo tra i 30 e i 40 minuti. In riferimento ai luoghi in cui viene effettuata la pausa pranzo, la mensa aziendale risulta essere gradita da ben 7 intervistati su 10: il 76% apprezza la qualità del servizio, il 70% la qualità dei pasti e il 64% la varietà dei menu.
La scelta del luogo in cui pranzare dipende da alcuni fattori, tra i quali la distanza tra il luogo di lavoro e la propria abitazione: la maggior parte degli studenti (75%) mangia soprattutto a casa, ma è comunque alta la percentuale di chi afferma di consumare 2/3 volta la settimana il pasto sul luogo di studio. Per quanto riguarda i lavoratori, il 43% dichiara di pranzare in ufficio almeno 2/3 volte alla settimana, mentre il 45% rientra a casa.
In università e in ufficio cosa consumano prevalentemente gli Italiani? I dati della ricerca parlano chiaro: si consumano soprattutto pasti cucinati e portati da casa (65% dei lavoratori e 78% degli studenti) o acquistati già pronti da mangiare o solo da scaldare, come insalatone, zuppe e panini (52% dei lavoratori e 53% degli studenti). Diffuso trai i lavoratori (21%) l’abitudine ad ordinare on line e a ritirare il pasto con modalità take-away – soluzioni determinate dall’assenza di alternative di consumo, come ad esempio la presenza di un servizio di ristorazione aziendale.
Gli stili alimentari adottati nel pranzo fuori casa sono più orientati a salutismo e benessere con scelte che ricadono su portate light/basso contenuto di grassi, ingredienti bio, ma anche proposte ipocaloriche e iperproteiche.

Negli ultimi 6 mesi, per il pranzo fuori casa, il 32% degli studenti ha consumato portate con ingredienti bio/naturali, il 31% ha optato per piatti a basso contenuto di grassi, mentre il 23% ha preferito menù iperproteici.

Anche i lavoratori prediligono pasti leggeri (38%), naturali/bio (34%), con poche calorie (23%). Non stupisce, poi, che la cucina italiana – tradizionale o tipica regionale – resti universalmente la più apprezzata da entrambi i target (oltre il 90% del campione), anche se sta crescendo la predilezione per la cucina orientale (giapponese e cinese), al top tra le preferenze in fatto di piatti etnici, seguita dalla cucina greca e da quella latina, soprattutto messicana e brasiliana.

MA LA PAUSA PRANZO PERFETTA COME DOVREBBE ESSERE?

Quali sono le caratteristiche della pausa pranzo ideale degli italiani? Bastano tre parole per definirla: gustosa, economica, veloce. Il gusto resta il primo desiderio per la pausa pranzo di studenti e lavoratori (attributo segnalato rispettivamente dal 59% e 57%) accompagnato possibilmente dal giusto prezzo (66% degli studenti, 49% dei lavoratori).
Il pranzo fuori casa ideale è inoltre quello che prevede pasti light/a basso contenuto di grassi per il 46% dei lavoratori che usufruiscono del servizio di ristorazione aziendale.

ABITUDINI E LIFESTYLE

Pur preferendo la cucina di casa nostra, i gusti degli italiani sono aperti a novità e contaminazioni.
Le spezie fanno ormai parte della quotidianità per almeno 1 italiano su 5. Oltre a curcuma, curry e cumino, tra i nuovi ingredienti si segnalano cous cous, quinoa, zenzero e avocado. Ancora poco consumati i super-foods: mirtillo rosso, semi di chia e bacche di goji sono quelli che raccolgono maggior interesse. La limitata propensione al consumo è ancora legata alla scarsa conoscenza dei prodottI e dei potenziali benefici sulla salute.
Grande interesse anche nei consumi away from home per le caratteristiche degli ingredienti: materie prime da filiere tracciate e controllate, a Km 0 o biologiche. Forte interesse anche per l’impatto ambientale collegato alla produzione delle pietanze.


Il Giornale del Cibo, magazine online di cultura gastronomica e informazione alimentare edito da CIRFOOD, ha lanciato quest’anno #BuonaPausaPranzo, un’iniziativa per indagare le abitudini più diffuse in pausa pranzo, sensibilizzando sull’importanza che anche il pranzo consumato fuori casa sia però sempre sano, vario e bilanciato.
Condotta su un panel di oltre 61.000 utenti, tramite test e sondaggi, la ricerca ha evidenziato come la pausa pranzo sia irrinunciabile per 8 utenti su 10 e che la maggior parte di essi (73% del campione) preferisce un pasto completo in una mensa o in un locale con cucina.
Gli utenti de Il Giornale del Cibo si dimostrano, poi, particolarmente virtuosi in tema di scelta di alimenti da consumare in pausa pranzo, prediligendo il consumo quotidiano di pasta, riso, cereali, frutta e verdura e, almeno una volta a settimana, legumi e pesce.
Anche se solo il 35% degli intervistati dichiara di lavorare per un’impresa che offre un servizio di ristorazione aziendale, la maggior parte (80%) ritiene che esso sia un servizio importante da offrire ai propri dipendenti.

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