Coca-Cola HBC Italia ha presentato la 22ª edizione del proprio Rapporto di Sostenibilità, relativo all’esercizio 2025, revisionato da Deloitte & Touche e redatto secondo gli standard internazionali GRI. Un documento che intercetta da vicino la distribuzione automatica: il canale, insieme all’ingrosso, rientra tra i tre principali sbocchi commerciali dell’azienda, e i prodotti che escono dai distributori – lattine e bottiglie in PET – sono al centro della strategia di circolarità descritta nel report.
Il capitolo packaging è quello più rilevante per i gestori. Tutte le bottiglie in plastica del portafoglio bibite sono prodotte in 100% PET riciclato (rPET), a esclusione di tappo ed etichetta, impegno esteso nel 2025 anche alle bottiglie d’acqua. A monte c’è il polo CCH CircularPET di Gaglianico (BI), impianto in grado di trasformare fino a 30.000 tonnellate di PET all’anno in nuove bottiglie in rPET idoneo al contatto alimentare. La sola introduzione dell’rPET nelle bottiglie d’acqua avrebbe permesso di evitare 1.977 tonnellate di CO₂ nel 2025.
Sul fronte degli imballaggi, l’azienda ha adottato i tethered cap – i tappi solidali alla bottiglia previsti dalla direttiva UE – e il sistema KeelClip™ in carta FSC per le lattine, che ha ridotto il peso dell’involucro da 23 a 21 grammi, con un risparmio di 49 tonnellate di carta l’anno. Prosegue inoltre la sgrammatura di vetro, alluminio e plastica: le lattine, formato cardine del vending, segnano una riduzione di peso del 18,3% rispetto al 2009. Bottiglie di Fanta e Sprite hanno infine rinunciato alle storiche colorazioni per diventare trasparenti e più facilmente riciclabili.
La riciclabilità di lattine e bottiglie riguarda direttamente il vending, alla luce del Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR) e degli obiettivi di raccolta. Vi si lega anche la spinta verso i formati più piccoli – come la lattina da 150 ml – pensati per il consumo fuori casa e quindi adatti all’offerta nei distributori automatici.
Robusto il bilancio energetico: nel 2025 il 100% dell’energia elettrica acquistata dalla rete per gli stabilimenti proviene da fonti rinnovabili certificate in Garanzia di Origine, mentre il 68% dell’energia totale utilizzata deriva da fonti rinnovabili e pulite. L’intensità di emissione Scope 1 e 2 si attesta a 26,57 gCO₂ per litro di bevanda prodotto, in calo del 39% rispetto al 2010, lungo il percorso “NetZeroby40”.
“Gli investimenti industriali sono il presupposto per generare valore nel lungo periodo e trasformare gli impegni di sostenibilità in azioni concrete“, ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia.
Per il vending, quegli impegni si traducono in lattine e bottiglie sempre più sostenibili lungo l’intera filiera.


















