Il dipartimento colombiano di Caldas rafforza la propria presenza sul mercato italiano attraverso un accordo con Caffè dal Mondo, marchio commerciale di MEC S.r.l., che avvia un progetto continuativo di importazione diretta di specialty coffee.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Clúster de Café della Cámara de Comercio de Manizales, il Comité de Cafeteros de Caldas e l’azienda italiana, con l’obiettivo di creare un collegamento diretto e trasparente tra i produttori locali e il mercato europeo, riducendo l’intermediazione lungo la filiera.
Cinquanta produttori del dipartimento partecipano alla prima edizione di un concorso che diventerà annuale, pensato per selezionare ogni anno i microlotti più interessanti per qualità in tazza, identità territoriale e tracciabilità. Le sessioni di valutazione, condotte da giudici Q Grader e certificati SCA (Specialty Coffee Association), si sono svolte il 23 luglio scorso presso il Ritual del Café del Comité de Cafeteros de Caldas, con la partecipazione di realtà come Iguana Café, Almacafé e lo stesso Comité. Sono in fase di selezione quattro microlotti – due lavati soave, un Geisha lavato e un Bourbon Rosado lavato – che verranno convertiti in diverse referenze commerciali per il mercato europeo.
È qui che il progetto intercetta più da vicino il comparto del caffè porzionato: tra i formati previsti figurano capsule compatibili con il sistema proprietario sviluppato da Caffè dal Mondo, oltre a caffè macinato e tostato in confezioni da 250 grammi e da un chilogrammo. La distribuzione in Italia farà leva sulla rete di 35 caffetterie del marchio e sulla piattaforma di e-commerce dedicata, con un nuovo progetto di packaging pensato per preservare più a lungo aromi e freschezza del prodotto, elemento chiave per chi lavora con capsule e monodose.
“Vogliamo costruire un rapporto continuativo con i territori di origine, selezionando ogni anno caffè straordinari attraverso criteri riconosciuti a livello internazionale“, ha dichiarato Massimo Dusi, fondatore di Caffè dal Mondo. “Internalizzare le fasi produttive ci permette di seguire direttamente ogni passaggio, valorizzare il lavoro dei produttori e offrire ai clienti caffè autentici, tracciabili e riconoscibili.“
Il progetto, definito dai promotori come pilota, punta a essere replicato in futuro in altre aree di produzione con potenziale analogo. Per il settore del caffè porzionato italiano, l’operazione rappresenta un caso interessante di integrazione verticale tra origine, tracciabilità e formato di consumo: un modello che, se confermato nei volumi, potrebbe aprire spazio a filiere corte anche nel segmento delle capsule compatibili destinate a OCS, HoReCa e canale Home.






























