Caffè del Vietnam ed EUDR: UE e JDE Peet’s sostengono 65 imprese della filiera

Il progetto Sustainable Coffee Exchange accompagna fino al 2029 piccole imprese e cooperative di Lam Dong e Son La verso gli standard ESG richiesti dal mercato europeo.

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Il Vietnam, secondo produttore mondiale di caffè, si prepara alle regole europee sulla deforestazione partendo dalle piccole imprese della filiera. È l’obiettivo del Sustainable Coffee Exchange (SCE), progetto triennale finanziato dall’Unione Europea attraverso l’iniziativa Global Gateway, con il contributo di JDE Peet’s e di altri partner, e realizzato dall’organizzazione olandese SNV insieme all’istituto vietnamita MSD.
Avviato a febbraio 2026, il programma durerà fino a gennaio 2029 e si concentra su due province chiave: Lam Dong, negli Altopiani Centrali, cuore della produzione di robusta, e Son La, nel nord-ovest, principale area dell’arabica vietnamita. I beneficiari sono 65: 40 tra imprese, cooperative e associazioni di categoria e 25 organizzazioni sociali e comunitarie, che riceveranno formazione sulle pratiche ESG.
Tra gli strumenti previsti ci sono una scheda di valutazione ESG costruita con i partecipanti, consulenza individuale, un centro risorse online, 12 tavoli di confronto tra gli attori della filiera e 2 incontri con gli investitori. Entro il 2029 il 75% delle imprese coinvolte dovrebbe migliorare il proprio punteggio di partenza. SNV punta a collegare i progressi ESG all’accesso al credito verde e ai premi di prezzo dei compratori, pur precisando che partecipare non garantisce automaticamente finanziamenti o condizioni d’acquisto migliori.
Il progetto è stato presentato il 27 agosto a Đà Lạt, in una riunione tecnica con la Delegazione UE in Vietnam, il Consolato dei Paesi Bassi e JDE Peet’s. La posta in gioco è alta: l’Unione Europea è il primo mercato del caffè vietnamita e vale oltre il 40% del valore delle esportazioni. Con il Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) gli esportatori devono dimostrare che il caffè non proviene da terreni deforestati e garantirne la tracciabilità, un requisito che rischia di mettere in difficoltà piccoli operatori e coltivatori. Per la console generale olandese Raïssa Marteaux, fare impresa in modo responsabile sta diventando “una condizione essenziale per accedere al mercato“.

Intanto Son La rilancia: la provincia conta circa 44.000 ettari di arabica, quasi metà della superficie nazionale, produce oltre 50.000 tonnellate di caffè verde l’anno e nel 2025 ha esportato per più di 112 milioni di dollari. L’obiettivo al 2030 è arrivare a 100.000 tonnellate, con 6.000 ettari di specialty.

La robusta vietnamita entra in molte miscele, comprese quelle per la distribuzione automatica. La capacità delle origini di adeguarsi all’EUDR peserà nei prossimi anni su disponibilità, costi di tracciabilità e prezzi del caffè verde.