Frutta fresca nei distributori automatici: dalla Spagna il progetto di Bollo

La spagnola Bollo lancia la frutta di IV gamma per il vending. In Italia ci sono già progetti locali, mentre crescono i piatti pronti e i CAM spingono sul fresco.

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L’azienda ortofrutticola spagnola Bollo Natural Fruit entra nel canale vending con una linea di frutta fresca di IV gamma, già pronta da mangiare. L’ha presentata a Fruit Attraction 2026, la fiera che si è svolta dal 6 all’8 ottobre all’IFEMA di Madrid.
Per il momento, la gamma comprende melone, ananas e anguria, anche in mix come melone e mirtilli, mentre a breve arriveranno mango e cachi. Le vaschette, studiate apposta per i distributori, contengono da 170 a 200 grammi di frutta senza additivi né conservanti. I luoghi a cui punta sono uffici, ospedali, scuole, università, aeroporti e stazioni.
“Vogliamo che gustare un frutto premium sia semplice e accessibile come premere un tasto“, ha spiegato il CEO Antonio Alarcón.

In Italia la frutta fresca nei distributori automatici non è una novità, ma finora è rimasta legata a progetti locali. Nel 2021 l’azienda marchigiana Orsini & Damiani ha avviato con il gestore Liomatic il progetto “CosaFainMensa?” per i 200 dipendenti di Fainplast, ad Ascoli Piceno. Le vaschette di frutta di IV gamma da 160 grammi, sigillate per durare 8 giorni, costavano un euro ai dipendenti, mentre il resto lo pagava l’azienda. Nei due mesi prima del primo lockdown ne erano state vendute oltre 1.300.
Nel 2024 a Bergamo la startup Mister Natura ha installato distributori di frutta fresca e frutta già pronta nelle aziende, con macchine fornite da IVS Italia e rifornimenti continui. “Il riscontro dell’utenza è talmente positivo che vale la pena avere un po’ di coraggio“, aveva detto il fondatore Flavio Amaglio, parlando delle difficoltà legate a un prodotto che si deteriora.
Il nodo principale resta proprio la durata. La frutta tagliata dura pochi giorni, servono rifornimenti frequenti, una catena del freddo affidabile e una gestione attenta degli invenduti. È un modello diverso da quello degli snack confezionati, su cui il vending ha costruito i suoi numeri.

I dati di mercato, però, mostrano spazio per il fresco e per i prodotti più equilibrati. Secondo l’indagine Jakala presentata da CONFIDA a Venditalia 2026, nel 2025 le consumazioni totali sono scese del 4,18%. Nello stesso anno i piatti pronti sono cresciuti del 29,8% e la frutta secca del 3%. Anche le norme vanno in questa direzione: i nuovi Criteri Ambientali Minimi per la distribuzione automatica, in vigore da maggio 2025, puntano su prodotti biologici, freschi e a chilometro zero nelle gare pubbliche. Questo riguarda anche scuole e ospedali, cioè due dei luoghi nell’obbiettivo di Bollo.

La differenza del progetto spagnolo sta nella sua scala. Non si tratta di un’iniziativa locale ma di un grande produttore che controlla tutta la filiera, dalla scelta della frutta alla tracciabilità, e che ha creato un formato pensato apposta per il vending. È proprio ciò che mancava alle esperienze italiane, che dipendevano dalla disponibilità di fornitori in grado di garantire, come diceva Amaglio, “una frutta perfetta come maturazione ed estetica“.
I risultati di Bollo diranno se la frutta di IV gamma può diventare un prodotto stabile nell’offerta dei gestori anche in Italia, considerando però che il mercato spagnolo è diverso da quello italiano.