Il progetto di recupero fondi di CDA-Cattelan al G20 del Giappone

12-06-2019 – Il progetto di CDA – Cattelan Distributori Automatici per il recupero e il riutilizzo dei fondi di caffè trasformati in pellet come fonte energetica nelle stufe pirolitiche, già premiato in passato in Italia con il Good Energy Award, è arrivato sul tavolo dei ministri economici riuniti l’8 e il 9 giugno a Tsukuba per il G20 del Giappone.
Per il valore scientifico dello studio, nato dalla collaborazione dell’azienda con l’Associazione Animaimpresa e con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Udine (tramite lo spin off Bluecomb) e il carattere di economia circolare, il caso è stato scelto dal Ministero dello Sviluppo Economico tra le best practice italiane per l’Inventory of Business examples for sustainable and inclusive growth – Esempi di crescita economica sostenibile ed inclusiva e sarà pubblicato sul sito del METI, il Ministero dell’Economia del Commercio e dell’Industria giapponese.
I criteri che ne hanno determinato la selezione sono: l’essere un progetto che abbia un impatto sociale attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e di modello economico, dia un contributo alla comunità locale in termini di sostenibilità, possa avere una dimensione internazionale e che, secondo lo spirito del modello giapponese Sanpo-Yoshi, tre parti del sistema siano soddisfatte: il produttore, il consumatore e la comunità.
Orgogliosi di questa opportunità – dichiara Fabrizio Cattelan, CEO di CDAche premia la filosofia di un’azienda che deve certo fare utili e fatturato ma che si impegna per la propria comunità, per l’ambiente, per la sostenibilità. Non saremo fisicamente in Giappone ma ci terremo aggiornati da qui sulla presentazione del progetto che rappresenta, pensiamo, un’opportunità di vetrina internazionale anche per la nostra regione e la sua economia”.

UN BILANCIO 2018 IN CRESCITA

È di questi giorni anche la chiusura di bilancio: il trend di crescita è positivo e registra per il 2018 un incremento del + 5% rispetto al 2017, attestandosi su un valore complessivo di quasi 10 milioni euro. Un risultato di assoluto rilievo, ancor di più se rapportato all’estensione del mercato di riferimento che è quella del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale dove CDA ha una posizione consolidata e riconoscibilità nel settore del vending con 2535 clienti attivi, 46 automezzi di proprietà, un parco macchine complessivo di 6.000 unità, 1.300.000 prodotti locali o a km zero distribuiti nell’ultimo anno.

Guardiamo alle cifre di fatturato con una doppia prospettiva: imprenditoriale e di ricaduta sul contesto locale – commenta Cattelan – L’azienda fonda la propria idea di sviluppo sulla capacità di innovare un servizio sempre più legato ai cambiamenti, sia tecnologici che di abitudini al consumo connessi agli stili di vita alimentari, e contemporaneamente all’importanza del legame con il proprio territorio. Da sempre attuiamo scelte che partono dalla vocazione di generare benessere e valore per la nostra comunità regionale, partendo da Talmassons, dove il radicamento è ovviamente più forte, contribuendo alla crescita economica e sociale”. Continua Cattelan: “Ricaviamo valore dal territorio e, con questa consapevolezza, lo restituiamo in diverse forme. Tutto resta qui, in Friuli Venezia Giulia, a partire dalle tasse che versiamo”.

CDA

Tra i recenti obiettivi raggiunti, che evidenziano un percorso di continuo miglioramento e di approccio etico, si può citare anche l’assegnazione del nuovo livello del rating di legalità, passato da 1 stella e 2 ++ (più)  per il 2018 a 2 stelle e 1 + per il 2019.
CDA parla del proprio impegno attraverso i numeri: lo scorso anno, ad esempio, per un valore che supera i 20.000 euro sono stati donati alla Croce Rossa di Udine circa 28.000 pezzi di merce fresca da riutilizzare nelle mense gestite dalla CRI. A questi si aggiungono i 1.800 euro consegnati all’Associazione La Viarte di Santa Maria La Longa come ricavato dal progetto di fundraising “Caffè Solidale”, sintetizzabile in MicroDono. Le sponsorizzazioni e il sostegno a oltre 40 tra società sportive e associazioni senza fini di lucro si stima in più di 200.000 euro. Fiore all’occhiello è la squadra femminile CDA Volley Talmassons che la società segue ininterrottamente dal 1993: un supporto cominciato all’oratorio e premiato quest’anno con la promozione nel campionato di serie A2.

Anche il welfare aziendale, sul quale CDA ha costruito un piano concreto e implementato nel tempo, si misura in benessere “intangibile” e in cifre. Nel 2018 il focus ha riguardato scuola, informazione, sanità, spesa alimentare e agevolazioni: ciascuno dei 77 collaboratori ha ricevuto 200 euro di bonus per l’acquisto di libri di testo, 400 euro come assicurazione sanitaria integrativa a quella prevista dal contratto, divisione degli utili, autolavaggio a disposizione a cadenza mensile, possibilità di ricevere pacchi e corrispondenza personale anche al lavoro, per rendere più facile conciliare i tempi occupati con le esigenze di vita privata.

L’atteggiamento di CDA verso i temi ambientali, quelli di economia circolare, di welfare territoriale ne hanno accresciuto la reputazione associata a una identità specifica: l’azienda è di fatto riconosciuta dai propri interlocutori come attivatore di buone prassi. Sono numerosi i clienti che la scelgono proprio perché punto di riferimento per la responsabilità sociale di impresa che, da parte sua, si pone come obiettivo quello di innescare comportamenti positivi, contaminando le altre realtà, sensibilizzando ed educando, come nel caso del corretto smaltimento dei rifiuti.

Per il futuro altre attività sono in corso: entro l’estate sarà costruito il quarto capannone destinato agli automezzi perché possano lavorare al coperto, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. Dotato di sistema fotovoltaico, porterà a 110 i Kw a disposizione dell’azienda. Qui sarà collocata la sala regia per il controllo e il monitoraggio da remoto dei distributori. Sempre nella sede di Talmassons, prossimamente verrà realizzato un impianto di smaltimento rifiuti che consentirà di recuperarli e inviarli ad una struttura di biogas in Friuli Venezia Giulia o, in parallelo, di impiegarli nel settore farmaceutico.

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