La sede della Regione Calabria senza servizio vending. Protesta il sindacato

È viva in questi giorni a Catanzaro la protesta del sindacato Csa-Cisal causata dalla mancanza di distributori automatici nella sede della Cittadella regionale, rimossi per scadenza di contratto e non rimpiazzati per lungaggini burocratiche, che hanno fatto slittare la gara per l’assegnazione del servizio a un nuovo concessionario.

Il 20 dicembre scorso, infatti, sono stati rimossi tutti i distributori automatici e gli erogatori di acqua dal quinto piano dell’edificio, a cui si rivolgeva parte del personale impiegato in Regione, per scadenza di contratto. In realtà, la concessione era scaduta già la scorsa estate ma, non essendo ancora pronto il nuovo bando di gara, era stata stabilita una proroga del contratto al 30 novembre, affinché vi fosse il tempo necessario a completare il nuovo bando.
Evidentemente 5 mesi non sono bastati e a tutt’oggi la formulazione del bando è ancora in alto mare. Allo stesso tempo, però, con un comunicato del 10 dicembre era stato stabilito che venissero rimossi solo gli erogatori di acqua, lasciando attivi i distributori di bevande e snack per non creare disagio ai dipendenti, almeno fino all’arrivo delle nuove macchine. Ciò nonostante, e senza alcuna spiegazione, l’intera area ristoro è stata svuotata: sono stati lasciati solo i cestini per i rifiuti e lo sporco sulle pareti a testimonianza di un servizio che non c’è più.
Il sindacato Csa-Cisal è intervenuto sulla questione, sottolineando che si poteva evitare il disagio, lasciando ancora per qualche giorno sia gli erogatori di acqua che i distributori automatici, visto che si è prossimi alla nomina di un nuovo gestore a cui affidare il servizio.
Il sindacato, inoltre, mette in rilievo un altro importante aspetto legato alla situazione pandemica: tolti i distributori del quinto piano, tutto il personale si riversa nell’unico punto ristoro della Cittadella, ovvero la mensa, creando assembramenti sebbene il regolamento abbia stabilito un accesso contingentato ai locali. “Forse il pericolo di diffusione del Covid-19 legato ad assembramenti in Regione Calabria è scomparso? Proprio adesso che i contagi sono in costante aumento e sono state introdotte alcune misure restrittive si obbligano i lavoratori ad accedere ad unico servizio bar e ristorante anche solo per l’acquisto di una bottiglia di acqua o per consumare un caffè? Francamente, ci sembra un paradosso” commentano dalla Csa-Cisal.

Data la situazione, i rappresentanti sindacali chiedono all’amministrazione regionale di accelerare le procedure e assegnare celermente il servizio ad altra ditta.

Conoscendo i tempi della burocrazia italiana, particolarmente lenta soprattutto a Sud del Paese, con ogni probabilità passerà ancora molto tempo prima che il servizio venga ripristinato. Ci auguriamo che la nostra previsione venga smentita dalla Regione Calabria con i fatti.


Fonte e foto credit: corrieredellacalabria.it

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