NOMISMA-Mineral Water Monitor. Frena il mercato delle acque minerali italiane

“In uno scenario di mercato radicalmente mutato a causa dell’emergenza Coronavirus, diviene ancor più fondamentale per le imprese del settore delle acque minerali capire come si stiano muovendo mercati e canali di riferimento e come stiano evolvendo comportamenti ed esigenze dei consumatori (formati e pack, tipologie, occasioni di consumo, prodotti competitors…) al fine di poter rimodulare correttamente le proprie strategie produttive e commerciali” dichiara Emanuele Di Faustino, Project Manager di Nomisma.

Ed è in questa ottica che Nomisma ha inteso realizzare Mineral Water Monitor, l’Osservatorio sulle acque minerali per aiutare imprese ed altri operatori a comprendere in maniera approfondita e in tempo reale i cambiamenti che interessano mercato, settore e comportamenti di consumi sia a livello nazionale che internazionale.

Secondo il Mineral Water Monitor, lanciato negli scorsi giorni a Bologna, nel periodo pre-Covid, vale a dire 2010-2019l’export di acque minerali italiane è praticamente raddoppiato a valore (+101%).
E anche se lo scoppio della pandemia, con la chiusura del canale on-trade (Horeca) ha imposto una frenata alle vendite oltre frontiera (-11%), la battuta d’arresto è risultata inferiore a quella subita dal nostro top competitor, la Francia, che invece ha visto ridursi le esportazioni del 15%. Resta, comunque, l’evidenza di una contrazione dell’export.

Anche se ci si focalizza sul mercato interno la situazione non è delle più rosee. Secondo i dati NielsenIQ, partner di Nomisma nell’Osservatorio Mineral Water Monitor, il 2020 si è chiuso con una stazionarietà delle vendite in GDO in valore (-0,2%) a cui è corrisposto solo un leggero incremento sul fronte dei volumi (+1,6%). Questo trend è però il frutto di dinamiche differenti fra le diverse categorie: il Covid porta con sé una contrazione delle vendite di acque gassate e lievemente gassate (rispettivamente -1,3% e -1,5% a volume, 2020 vs 2019), mentre crescono gli acquisti da parte degli italiani di acque lisce (+1,8%) e soprattutto effervescenti naturali (+5,0%). Quest’ultime sono – tra l’altro – l’unica categoria a mettere a segno un incremento delle vendite anche in valore: +5,6%.
Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la comodità di ricevere la spesa direttamente in casa hanno dato un forte impulso alle vendite online, che sono quasi raddoppiate sia in quantità (+94,5) che in volume (+92,5%) tra il 2019 e 2020, con trend positivi che hanno coinvolto tutte le categorie.

A causa delle chiusure (o limiti di orari) di bar e ristoranti, del crollo dei flussi di turistici e del diffondersi dello smart working (e dunque delle “pause pranzo” fuori ufficio) soffrono profondamente le vendite nell’Horeca, canale di riferimento soprattutto per i consumi delle acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro.

 

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