Si torna a parlare di possibile aumento dell’IVA

15-12-2017 – In attesa dell’imminente approvazione della Legge di Bilancio 2018, tornano a rincorrersi le voci di un possibile aumento dell’IVA che, fortunatamente, non dovrebbe colpire le aliquote più basse (4% e 10%), ma solo quella del 22% che dovrebbe passare al 25. Tale aumento dovrebbe verificarsi tra il 2019 e il 2020 nel caso in cui l’Italia non dovesse riuscire a ridurre la spesa pubblica e ad incassare tasse sufficienti, magari recuperando fondi dall’evasione.
L’aumento automatico dell’aliquota IVA è parte delle clausole di salvaguardia, un meccanismo che scatta nel momento in cui il Governo non riesce a far quadrare i conti pubblici e che, logicamente, va a tutto svantaggio dei contribuenti. I beni, infatti, che andrebbero colpiti dall’aumento sono abbigliamento, calzature, mobili, elettrodomestici, strumenti musicali, servizi di lavanderia, riparazione e noleggio di abiti, parcelle dei professionisti, bevande gassate, superalcolici, spumanti, birra, succhi di frutta, vino e perfino l’acqua minerale.
Insomma, in caso di aumento, riusciremo ancora ad acquistare senza rincari alcuni beni di prima necessità, come olio, pasta, frutta, ortaggi e simili, ma dovremo con ogni probabilità rinunciare o ridimensionare qualche piccolo lusso.

IVA

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