Sugar tax. Assobibe chiede lo stop e il vending attende decisioni

Oltre 1 miliardo di investimenti bloccati, Federalimentare cita l'Inghilterra: il settore attende la manovra.

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Nei distributori automatici le bevande analcoliche restano tra i prodotti più venduti e il settore segue da vicino ogni passaggio sulla sugar tax. L’imposta dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2027 e graverebbe su produttori e importatori con 10 euro per ettolitro sulle bevande con edulcoranti.
Il tema è tornato al centro del dibattito il 23 settembre a Roma, con l’evento promosso da Assobibe “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse“. Secondo l’associazione di Confindustria dei produttori di bevande analcoliche, l’incertezza sulla tassa blocca oltre 1 miliardo di euro di investimenti. Il presidente Giangiacomo Pierini ha chiesto alle istituzioni la cancellazione definitiva, “non la sua nona proroga“.

Assobibe ha rilanciato le stime Nomisma. La tassa aumenterebbe la fiscalità del 28% su ogni litro prodotto e ridurrebbe le vendite del 16% nel biennio successivo. Il fatturato calerebbe del 10% e oltre 5mila posti di lavoro sarebbero a rischio. La contrazione dei consumi porterebbe inoltre a 275 milioni di mancato gettito Iva. Il direttore del Centro Studi Confindustria, Alessandro Fontana, ha chiesto di alleggerire il carico su imprese e famiglie eliminando Sugar e Plastic tax.
Poche ore dopo è arrivata la nota di Federalimentare, che condivide e appoggia la richiesta di Assobibe. “Il caso dell’Inghilterra è particolarmente significativo“, scrive la federazione. Dopo l’introduzione della Soft Drinks Industry Levy nel 2018, l’obesità adulta sarebbe salita dal 28% al 30% secondo i dati ufficiali aggiornati al 2024.
Ciò nonostante, il governo va nella direzione opposta. Dal gennaio 2028 la soglia di tassazione scenderà da 5 a 4,5 grammi di zucchero per 100 ml e l’imposta si estenderà alle bevande a base di latte. Il modello britannico a fasce ha spinto l’industria alla riformulazione dei prodotti, con un calo del 45% dello zucchero nelle bevande tassate in quattro anni.

All’incontro erano presenti esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e M5s. La linea emersa è quella di un nuovo rinvio attraverso la manovra, in attesa dei tempi necessari per l’eliminazione della misura. Il direttore del Centro Studi Confindustria, Alessandro Fontana, ha chiesto di alleggerire il carico su imprese e famiglie eliminando Sugar e Plastic tax.
Per la distribuzione automatica la posta in gioco è concreta. Le bibite sono tra i prodotti simbolo dei distributori e l’aumento della fiscalità stimato da Nomisma, pari al 28% per litro, si scaricherebbe su un canale già sotto pressione. I dati CONFIDA presentati a Venditalia 2026 indicano per il 2025 un calo delle consumazioni del 4%. Per gestori e produttori la risposta arriverà con la Legge di Bilancio: nuovo rinvio, cancellazione definitiva o entrata in vigore dal 1° gennaio 2027?.