Il TAR del Lazio conferma multa da 100 milioni. CONFIDA risponde

01-08-2017 – In anticipo rispetto alla data prevista, è arrivata la decisione del TAR del Lazio in merito al “caso vending” scoppiato tre anni fa e  che ha coinvolto alcune società di gestione, accusate di intesa anticoncorrenziale nella spartizione del mercato.
Nel confermare la sanzione dell’Autorità Garante della Concorrenza, per un totale di circa 100 milioni di euro, il TAR sostanzialmente avalla l’opinione secondo la quale la gestione dei “luoghi di installazione” da parte di alcuni dei maggiori gruppi avverrebbe secondo accordi prestabiliti, come sarebbe emerso dall’indagine avviata nel 2014 in base ad una precisa segnalazione: un utente aveva riportato alcune conversazioni telefoniche avute con le operatrici del call center di Gruppo Argenta, da lui contattato per ricevere un’offerta commerciale per l’installazione di distributori automatici. Le operatrici avevano riferito di non poter accogliere la richiesta, essendo l’ipotetico nuovo cliente già servito da altra ditta facente parte di un accordo di non-concorrenza.
L’approfondimento di questa segnalazione avrebbe portato alla luce l’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale tra le seguenti società: Gruppo Argenta S.p.A., D.A.E.M. S.p.A. (Buonristoro Vending Group) – e le controllate Molinari S.p.A., Dist.Illy s.r.l., Aromi s.r.l., Dolomatic s.r.l. e Govi s.r.l. –  Sogeda s.r.l., Ge.S.A. S.p.A., Gruppo Illiria S.p.A., IVS Italia S.p.A., Liomatic S.p.A., Ovdamatic s.r.l., Gedac s.r.l.
Nel caso era stata coinvolta la stessa associazione di categoria CONFIDA che, di fronte alla sanzione e insieme alle società di gestione coinvolte, aveva presentato  ricorso al TAR del Lazio.
Rispetto alla sentenza di quest’ultimo CONFIDA, annunciando ricorso al Consiglio di Stato, risponde con il seguente comunicato del presidente Piero Lazzari:
Non condividiamo le conclusioni a cui è giunta l’AGCM, siamo certi di aver sempre operato nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza e dei consumatori.
Consentitemi di esprimere i miei sentimenti di profonda amarezza e di sconcerto per una vicenda che si è mossa sui binari di un travisamento delle dinamiche di funzionamento del mercato della distribuzione automatica e delle logiche che li sottendono. CONFIDA non condivide le conclusioni a cui è giunta l’AGCM ed è certa di aver sempre operato nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza e dei consumatori e continuerà a farlo. Per questo valuteremo a breve un ricorso al Consiglio di Stato.
Il mio invito a tutti gli associati e non solo, ma a tutte le realtà imprenditoriali che a vario titolo operano nella filiera della distribuzione automatica è di non cadere nel “tranello” delle divisioni interne che creerebbero un ulteriore danno ad un settore già duramente colpito in questi anni da aumenti delle aliquote IVA e gravosi adempimenti fiscali come l’introduzione della trasmissione telematica dei corrispettivi. L’unità del settore è la conditio sine qua non per la ripresa.
Da sempre CONFIDA ha svolto la propria funzione di rappresentanza nell’interesse generale di tutto il Settore, senza distinzioni. Con queste motivazioni e finalità, la nostra Associazione è stata e sarà sempre punto di riferimento unitario per la difesa e valorizzazione del Settore della distribuzione automatica, un comparto rilevante a livello economico e occupazionale per il nostro Paese”.

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