Caffè e merendine gratis a scuola: la goliardata tecnica di alcuni studenti

0
Caffè e merendine gratis a scuola: la goliardata tecnica di alcuni studenti
Condividi su:

Alcuni studenti dell’Ipsia Della Valentina di Sacile, in Friuli Venezia Giulia, avrebbero clonato la chiave utilizzata per la ricarica dei distributori automatici della scuola, riuscendo a ottenere caffè e merendine gratuite per un valore complessivo stimato di circa 50 euro. Lo riporta Skuola.net, che cita a sua volta un articolo del Messaggero Veneto. L’episodio, nato secondo la ricostruzione come un esperimento tecnico legato alle competenze di Meccatronica insegnate a scuola, si è trasformato in un vero e proprio caso di manomissione di un dispositivo di pagamento.
Secondo la ricostruzione, gli studenti avrebbero analizzato il funzionamento dei chip elettronici e del cosiddetto “codice gestore” fino a riuscire a replicarne il funzionamento. La chiave clonata avrebbe permesso di generare credito senza alcun pagamento reale, garantendo alcuni prelievi gratuiti durante l’intervallo.
Dopo le prime ricariche sospette, gli stessi studenti avrebbero fatto marcia indietro, facendo sparire la chiave. Nel frattempo, secondo quanto riportato, anche l’azienda che gestisce i distributori si sarebbe accorta dell’anomalia, aggiornando il sistema e chiudendo la falla. L’unica testimonianza raccolta da Skuola.net è quella di un ex studente, diplomato nel 2025, che liquida l’episodio come una “goliardata”, pur riconoscendo il livello tecnico messo in campo.

Al di là dell’episodio in sé, la vicenda tocca un nervo scoperto del settore: la sicurezza di questi sistemi. Le chiavi elettroniche o i codici gestore, quando basati su tecnologie datate o poco protette, restano un punto debole potenzialmente replicabile con strumenti reperibili anche da chi ha solo conoscenze scolastiche di elettronica.
L’episodio arriva peraltro in un contesto in cui gran parte del settore sta investendo in telemetria e sistemi di pagamento cashless più sofisticati, capaci di rilevare in tempo reale anomalie di questo tipo, come dimostra la stessa rapidità con cui, in questo caso, l’anomalia sarebbe stata individuata e corretta dal gestore coinvolto. Resta però il tema di fondo: la sicurezza informatica dei distributori automatici merita un’attenzione crescente da parte degli operatori, anche sul fronte della formazione del personale e dell’aggiornamento periodico dei protocolli di autenticazione.

Va inoltre ricordato, come sottolineato dallo stesso Skuola.net, che la clonazione di un dispositivo di pagamento – a prescindere dall’importo sottratto o dall’età di chi la mette in atto – non è priva di conseguenze legali, con precedenti giudiziari già registrati in casi analoghi legati a distributori automatici aziendali.

Fonte: Skuola.net

Nessun Articolo da visualizzare