Cashless sempre più utilizzato anche per le piccole spese: la sfida per il vending

L’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments e i dati Dojo mostrano nuove abitudini di pagamento. Nel vending il cashless è già presente sul 38% delle macchine.

Condividi su:

Due ricerche recenti aiutano a leggere come stanno cambiando le abitudini di pagamento degli italiani e quali conseguenze possono avere anche per il vending. La prima è la 24ª edizione dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, curato da Assofin, Ipsos Doxa e Nomisma, powered by CRIF; la seconda è l’analisi diffusa da Dojo sull’andamento delle transazioni processate in Italia, con un focus particolare sul periodo estivo e sui pagamenti internazionali.
Le due rilevazioni non riguardano direttamente la distribuzione automatica e misurano fenomeni differenti. Letti insieme, però, mostrano due tendenze rilevanti per il settore: da una parte la crescente frequenza con cui carte e altri strumenti digitali vengono utilizzati anche per spese quotidiane e di piccolo importo; dall’altra il peso assunto dalle transazioni effettuate da consumatori stranieri.

Secondo l’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, nel 2026 i pagamenti digitali rappresentano il 56% delle transazioni dichiarate dai decisori finanziari italiani.  Nel 2025 le operazioni su POS effettuate con carte di debito e prepagate hanno raggiunto 10,6 miliardi, crescendo del 14,8% in numero e del 9,1% in valore. Le carte di debito e prepagate rappresentano ormai il 71,9% delle transazioni elettroniche. Anche le carte di credito continuano ad aumentare la frequenza d’uso: le operazioni hanno superato quota 1,8 miliardi, con una crescita del 6,9%.
Particolarmente interessante per il vending è l’evoluzione dell’importo medio delle transazioni con carta di credito, sceso a 62 euro. L’Osservatorio collega questa dinamica a un utilizzo sempre più frequente delle carte anche per le spese quotidiane e gli acquisti di piccolo importo.  Non significa che il valore medio delle transazioni si sia già avvicinato a quello tipico della distribuzione automatica, ma che il pagamento digitale viene utilizzato con maggiore naturalezza anche quando la spesa è contenuta.
L’analisi di Dojo aggiunge un altro elemento. Nel 2026 la società ha superato il primo miliardo di euro di transato in Italia e, nel periodo estivo, ha registrato una forte crescita del valore delle transazioni rispetto all’anno precedente. Più utile in chiave vending è però il dato sulla provenienza dei pagamenti: ad agosto 2026 oltre il 20% delle operazioni processate da Dojo in Italia era riconducibile a transazioni internazionali o intra-europee.  Il dato non misura il settore vending, ma suggerisce quanto possa diventare importante l’accettazione di carte e strumenti di pagamento internazionali nei distributori collocati in aeroporti, stazioni, ospedali, università, strutture ricettive e aree a forte presenza turistica.
Il riscontro specifico per il settore arriva dalla ricerca JAKALA per CONFIDA, presentata a Venditalia 2026. Secondo lo studio, il 38% delle vending machine è già dotato di sistemi di pagamento digitali tramite app, mobile o contactless, mentre il valore delle transazioni effettuate via app è cresciuto del 33,8% rispetto al 2024.
Il dato si inserisce in un processo di digitalizzazione più ampio: il 60% dei gestori utilizza sistemi digitali per la gestione e il monitoraggio delle vending machine, mentre un ulteriore 13% ne sta valutando l’introduzione.
Per i gestori, quindi, il tema non riguarda più soltanto la possibilità di affiancare un lettore cashless alla gettoniera. Crescono l’importanza del contactless, dei wallet, dei circuiti accettati, della compatibilità con carte emesse all’estero e dell’integrazione tra sistema di pagamento e gestione della macchina.

Le due ricerche analizzate non dimostrano che il contante stia scomparendo dal vending. Indicano però che le abitudini dei consumatori stanno cambiando rapidamente e che il pagamento digitale viene utilizzato sempre più spesso anche nelle piccole spese e in contesti caratterizzati da forte mobilità internazionale. Per la distribuzione automatica la questione diventa quindi soprattutto operativa: capire quanto velocemente il parco macchine sarà in grado di adeguarsi a un consumatore che si aspetta di poter pagare con gli stessi strumenti utilizzati negli altri punti vendita.