Palermo: prorogato di un anno il divieto di installare distributori automatici in centro

Il Comune proroga il divieto nel centro storico e prepara nuove regole, mentre CONFIDA ricorda che i TAR hanno bocciato l’81% delle ordinanze contro i negozi h24.

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Per un altro anno nel cuore di Palermo non compariranno nuovi distributori automatici. La Giunta guidata dal sindaco Roberto Lagalla ha prorogato di dodici mesi il divieto di installare distributori di alimenti e bevande e di aprire nuovi esercizi di vicinato alimentare nel centro storico. La misura sarebbe scaduta il 18 ottobre.
La storia comincia nell’aprile 2025, quando la delibera n. 105 introduce il blocco per un periodo sperimentale di diciotto mesi, richiamandosi alla cosiddetta disciplina Franceschini. L’area interessata è quella dei quattro mandamenti, con alcune eccezioni. All’epoca restarono fuori via Roma e la parte alta di via Maqueda, e furono salvati anche i progetti già avviati, con contratti di affitto registrati o ristrutturazioni in corso.

A diciotto mesi di distanza il Comune tira le somme. Prima del divieto in centro avevano aperto 70 nuovi esercizi alimentari, durante il blocco 19, tutti grazie alle deroghe: un calo del 73% circa.
“Il nostro obiettivo non è frenare le iniziative imprenditoriali, ma promuovere uno sviluppo qualificato e sostenibile“, ha spiegato Lagalla. Sulla stessa linea l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti: “Il nostro obiettivo non è impedire lo sviluppo delle attività produttive, ma governarlo attraverso regole chiare“.
La proroga, però, è solo una tappa. Il Comune sta preparando una nuova disciplina organica, costruita sui dati forniti da Sispi, e nei prossimi giorni presenterà una proposta separata per bar e ristoranti.

La decisione palermitana tocca un tema su cui CONFIDA è impegnata da tempo: il rapporto tra i Comuni e il vending, in particolare i negozi automatici h24. A luglio l’associazione ha presentato uno studio dello studio legale ADR su circa 40 ordinanze comunali, adottate tra il 2020 e il 2025, che limitavano orari, vendita di alcolici e altre modalità di esercizio. Nell’81% dei ricorsi i TAR le hanno sospese o annullate, giudicandole troppo generiche, prive di urgenza o sproporzionate.
“I negozi H24 diventano spesso i ‘capri espiatori’ dei problemi di ordine pubblico dei nostri Comuni“, aveva commentato il presidente Massimo Trapletti, invitando a puntare sulla qualità con il Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, che conta oltre 150 adesioni.

Il caso di Palermo segue però una strada diversa. Non si tratta di un’ordinanza sindacale sugli orari, ma di un divieto di nuove installazioni deciso dalla Giunta in nome della tutela del centro storico. Per i gestori l’attenzione si sposta ora sulla nuova disciplina annunciata dal Comune.