Distributori automatici e blocchi dei tir: le difficoltà per le società di gestione

Come stanno affrontando le società di gestione i blocchi stradali e la carenza di carburante? Raccontateci la vostra esperienza compilando il modulo in fondo all'articolo.

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Le proteste degli autotrasportatori e le difficoltà di circolazione registrate in questi giorni nel Mezzogiorno sollevano una questione che riguarda direttamente la distribuzione automatica: come garantire il rifornimento dei distributori quando il carburante scarseggia e i collegamenti stradali sono ostacolati dai blocchi dei mezzi pesanti? Per le società di gestione, infatti, il problema non si limita all’arrivo delle merci nei magazzini. Anche disponendo di scorte sufficienti, occorre poter raggiungere quotidianamente le postazioni installate presso aziende, uffici, stabilimenti produttivi, ospedali e altri luoghi di lavoro.

Tre problemi che rischiano di sommarsi
La prima criticità riguarda l’approvvigionamento dei magazzini. Se i camion dei fornitori non riescono a raggiungere le sedi dei gestori, possono venire a mancare caffè, bevande, snack, prodotti freschi e materiali necessari al funzionamento dei distributori.
La seconda è la disponibilità di carburante per le flotte aziendali, costituite prevalentemente da furgoni e veicoli commerciali. Le difficoltà di rifornimento presso le stazioni di servizio potrebbero costringere le aziende a ridurre i percorsi o a fermare temporaneamente parte dei mezzi.
La terza criticità, forse la più complessa, riguarda l’accessibilità delle postazioni. Un gestore può avere magazzini riforniti, carburante e personale disponibile, ma non riuscire comunque a raggiungere i distributori a causa di blocchi autostradali, svincoli occupati e deviazioni obbligate. Il problema diventa ancora più evidente dove viene consentito il passaggio delle automobili, ma ostacolato quello dei mezzi commerciali. I furgoni impiegati nel vending potrebbero essere soggetti a limitazioni differenti in base alla tipologia del veicolo e alle condizioni dei singoli presidi.

Per i gestori regionali la situazione è più complessa
Una società che opera su scala regionale può avere distributori installati in diverse province, con giri di rifornimento organizzati secondo percorsi prestabiliti, consumi e necessità delle singole postazioni. In presenza di blocchi stradali, questa organizzazione rischia di saltare. Ricorrere alla viabilità secondaria può significare percorrere molti più chilometri, aumentando tempi di lavoro e consumi di carburante proprio mentre il gasolio diventa difficile da reperire. Anche utilizzare veicoli più piccoli non è necessariamente risolutivo: la minore capacità di carico richiede più viaggi e non garantisce automaticamente la possibilità di attraversare le aree interessate dai presidi.

Non tutti i distributori possono attendere
Un altro elemento da considerare è l’autonomia delle macchine. Un distributore collocato in un piccolo ufficio potrebbe avere scorte sufficienti per diversi giorni. Le postazioni presenti in grandi stabilimenti, ospedali o strutture ad alta affluenza possono invece richiedere rifornimenti molto più frequenti.
In una situazione di emergenza, le società di gestione potrebbero quindi essere costrette a modificare le priorità, concentrando gli interventi sulle postazioni con minore autonomia e riducendo temporaneamente la frequenza dei passaggi nelle altre.
La telemetria, dove disponibile, può aiutare a individuare i distributori che necessitano maggiormente di rifornimento, evitando spostamenti non indispensabili.

Quali soluzioni possono adottare i gestori?
Oltre alla riorganizzazione dei giri, le aziende che dispongono di magazzini periferici possono utilizzare le scorte presenti nei diversi territori per limitare gli spostamenti tra province. Una possibilità che, tuttavia, dipende dall’organizzazione logistica già esistente e non può essere improvvisata facilmente durante l’emergenza.
Per le installazioni che svolgono un servizio particolarmente importante, come quelle nelle strutture sanitarie, potrebbe inoltre essere opportuno valutare con le autorità competenti modalità di transito che consentano di mantenere gli approvvigionamenti essenziali.
Resta anche il problema degli impegni contrattuali assunti dalle società di gestione nei confronti dei clienti. L’impossibilità di raggiungere determinate postazioni per cause esterne all’azienda potrebbe compromettere la regolarità del servizio, rendendo necessario un confronto con i committenti sulle difficoltà operative.

Un problema ancora poco considerato
Le conseguenze dei blocchi degli autotrasportatori sono state affrontate soprattutto in relazione alla grande distribuzione, alla ristorazione e all’approvvigionamento di carburante. La distribuzione automatica presenta però una vulnerabilità specifica: dipende da una rete capillare di consegne che deve essere mantenuta operativa con continuità. Le società di gestione non sono necessariamente parte della vertenza dell’autotrasporto, ma possono subirne direttamente gli effetti, con possibili ripercussioni anche sui servizi offerti agli utenti.
Non vi sono al momento elementi sufficienti per quantificare eventuali sospensioni dei rifornimenti nel settore. La combinazione tra blocchi stradali, carenza di carburante e dispersione geografica delle postazioni rappresenta tuttavia un rischio operativo concreto, che merita attenzione anche da parte delle istituzioni e delle rappresentanze di categoria.

VendingNews raccoglie le segnalazioni delle società di gestione. Se la vostra azienda sta incontrando difficoltà nel rifornimento dei distributori, nell’approvvigionamento di carburante o negli spostamenti tra le postazioni, raccontateci cosa sta accadendo utilizzando il modulo qui sotto. Le testimonianze ci aiuteranno a documentare le conseguenze della protesta sul settore.