Huhtamaki aggiorna la propria strategia per gli imballaggi flessibili, puntando su soluzioni monomateriale progettate per rispondere ai requisiti europei in materia di riciclabilità. Al centro dello sviluppo c’è blueloop, la gamma di packaging a base di carta, polietilene (PE) e polipropilene (PP), con applicazioni che interessano anche il confezionamento di caffè, snack e prodotti alimentari secchi.
L’azienda ha illustrato il percorso in un approfondimento dedicato alla preparazione del settore al Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). La normativa europea sta modificando i criteri di progettazione degli imballaggi, richiedendo alle imprese di conciliare riciclabilità, sicurezza alimentare, conservazione dei prodotti e funzionalità sulle linee di confezionamento.
Dalla nascita di blueloop alle nuove soluzioni monomateriale
Il progetto blueloop nasce nel 2019 come gamma di packaging flessibile progettato per favorire il riciclo, attraverso strutture realizzate prevalentemente con materiali della stessa famiglia. Nel 2023 Huhtamaki ha ampliato l’offerta presentando tre soluzioni: blueloop PE, con una quota monomateriale fino al 95%; blueloop Paper, con almeno il 90% di carta; e blueloop PP Retort, con almeno il 90% di monomateriale e caratteristiche adatte anche ai prodotti che richiedono processi di sterilizzazione.
Le tecnologie sono state sviluppate per mantenere elevate proprietà barriera, fondamentali per la protezione degli alimenti e la conservazione della loro qualità, riducendo contemporaneamente la complessità delle strutture multistrato tradizionali.
Per il settore alimentare, e in particolare per i prodotti confezionati destinati anche alla distribuzione automatica, uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra caratteristiche protettive e possibilità di riciclo.
Il caffè richiede imballaggi capaci di proteggere il prodotto da ossigeno e umidità, mentre snack e alimenti secchi necessitano di soluzioni che contribuiscano a preservarne qualità e durata commerciale.
La gamma blueloop comprende strutture polimeriche e soluzioni a base carta destinate a differenti applicazioni. La tecnologia OmniLock PE è stata sviluppata per offrire proprietà barriera elevate anche con strutture prevalentemente monomateriale, mentre OmniLock Ultra Paper punta a ottenere prestazioni protettive con una componente cartacea predominante. Si tratta di sviluppi che possono interessare anche le aziende fornitrici del vending, chiamate a valutare materiali e confezioni compatibili sia con le esigenze di conservazione dei prodotti sia con la progressiva evoluzione delle regole sugli imballaggi.
Gli sviluppi del 2026 e il confronto con il PPWR
Nel documento di aggiornamento, Huhtamaki spiega di aver investito in nuove tecnologie produttive per realizzare imballaggi monomateriale mantenendo le caratteristiche barriera necessarie. L’evoluzione dei materiali, però, non coincide automaticamente con il loro riciclo effettivo. La possibilità di recuperare un imballaggio dipende anche dalla disponibilità di sistemi di raccolta, selezione e trattamento adeguati.
Il passaggio verso strutture prevalentemente monomateriale può facilitare l’identificazione dei materiali e migliorare la qualità delle frazioni recuperate. Restano però determinanti le caratteristiche del singolo imballaggio e le condizioni operative dei sistemi di riciclo.
Per i produttori di caffè, snack e altri alimenti confezionati, l’evoluzione di queste tecnologie apre quindi un tema concreto: valutare le prestazioni degli imballaggi insieme alla loro compatibilità con i futuri requisiti normativi, senza compromettere la conservazione dei prodotti e l’efficienza delle linee produttive.





























