illycaffè: bilancio 2025 da record con ricavi a 700 milioni

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illycaffè: bilancio 2025 da record con ricavi a 700 milioni
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illycaffè archivia il 2025 con il miglior risultato della sua storia. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il bilancio consolidato dell’esercizio, che porta i ricavi del Gruppo a quota 700 milioni di euro (+12% rispetto all’anno precedente). Per la torrefazione triestina è il quarto anno consecutivo di crescita organica, sostenuta dall’aumento dei volumi in tutti i mercati principali.
Il traguardo arriva in uno scenario tutt’altro che semplice, dominato dall’impennata del costo della materia prima. Nel corso dell’anno il caffè verde ha toccato una media di 368 centesimi per libbra: un livello pari a tre volte la media storica registrata dal 1972 e superiore di oltre il 50% rispetto al 2024. Per attutire l’urto, il Gruppo ha agito su una revisione mirata dei listini e su interventi di efficientamento dei costi, scegliendo però di non scaricare interamente i rincari sul consumatore finale.
La scelta ha protetto i ricavi ma si è riflessa sui margini: l’EBITDA si è fermato a 90 milioni di euro, contro i 110 milioni del 2024, mentre l’utile netto è sceso a 20 milioni dai 33 milioni dell’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta si attesta a 197 milioni di euro, sulla quale pesano sia il caro materia prima sia le due operazioni straordinarie chiuse nell’anno.
Sul piano geografico la spinta è stata ampia. In Italia, mercato già maturo, il Gruppo ha rafforzato la propria leadership nel premium con un progresso del 14%. L’Europa ha registrato un +23%, mentre gli Stati Uniti – area prioritaria nei piani di medio termine – sono cresciuti del 20% a cambi costanti.

Le due acquisizioni dell’anno delineano una strategia di integrazione verticale che intercetta da vicino il mondo dell’OCS e della distribuzione automatica. A luglio illycaffè ha rilevato il 100% del capitale del proprio distributore svizzero, consolidando il presidio diretto sui mercati europei. A ottobre è arrivata l’acquisizione dell’80% di Capitani, realtà specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per i sistemi porzionati, soprattutto per il segmento domestico. Un’operazione a monte della filiera con cui il Gruppo punta ad affiancare al proprio blend dei sistemi di preparazione proprietari, presidiando così l’intera esperienza in tazza.

Sul fronte industriale proseguono gli investimenti nel polo di Trieste, dove è prossima l’entrata a regime della nuova tostatura: un piano da 120 milioni di euro in cinque anni che raddoppia la capacità produttiva e porta con sé circa cento nuove assunzioni.

Lo sguardo è già rivolto al 2026, che l’amministratrice delegata Cristina Scocchia prevede ancora complesso e segnato da tensioni geopolitiche. La rotta, ha spiegato, resta quella della crescita organica fondata sull’espansione internazionale e sugli investimenti in marketing e innovazione sostenibile.

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