Si celebra oggi, 1° ottobre, la Giornata internazionale del caffè, per la prima volta con il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite. La ricorrenza era nata nel 2015 per iniziativa dell’ICO – International Coffee Organization, a Milano, durante Expo. Il 10 marzo 2026 l’Assemblea generale dell’ONU l’ha istituita formalmente, raccogliendo una proposta della Conferenza FAO del 2025.
La FAO la celebra nella sua sede di Roma: alle 12:15 il direttore generale Qu Dongyu inaugurerà l’evento dal Sheikh Zayed Centre. Il tema scelto è “Celebrate coffee, honor the people behind every cup“, cioè celebrare il caffè rendendo omaggio alle persone che stanno dietro ogni tazza. L’attenzione va a una filiera che dà lavoro a circa 25 milioni di piccoli agricoltori e alle loro famiglie, esposta sempre di più agli effetti del clima. Secondo la FAO, nel 2024 la produzione mondiale ha raggiunto circa 11 milioni di tonnellate e il commercio internazionale di caffè in chicchi ha toccato i 34 miliardi di dollari.
Se si guarda all’intera catena del valore, fino alla tazzina, i numeri crescono. HostMilano ha diffuso i dati del suo Osservatorio in vista dell’edizione 2027 (Fiera Milano, 22–26 ottobre 2027). Secondo Mordor Intelligence, il mercato mondiale del caffè vale quasi 186 miliardi di dollari nel 2026 e sfiorerà i 239 miliardi entro il 2031, con una crescita media annua del 5,18%. A trainarlo sono i consumi premium e l’attenzione a tracciabilità e approvvigionamento sostenibile.
Ogni giorno nel mondo si bevono oltre due miliardi di tazze di caffè. L’Europa, con il 30,1% del totale secondo l’ICO, è la prima regione per consumi. In Italia, secondo elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat e NielsenIQ, ogni persona beve in media 792 tazzine di espresso l’anno, e 28 su 100 vengono consumate fuori casa.
L’Italia è il primo produttore europeo di caffè torrefatto, davanti alla Germania. Secondo dati Eurostat elaborati per la European Coffee Federation, supera le 520 mila tonnellate l’anno, circa il 27,5% del totale UE.
Il dato più rilevante per la distribuzione automatica riguarda le tecnologie. Secondo ExportPlanning, che ha elaborato i dati in esclusiva per l’Osservatorio HostMilano, nel 2025 il commercio mondiale di macchine da caffè e vending ha raggiunto 7,7 miliardi di euro. L’Italia è il primo esportatore mondiale e vi contribuisce con 1,56 miliardi (+1,2% sul 2024), circa un quinto del totale. Per i prossimi anni è atteso un aumento degli scambi: +3,5% nel 2027 e +4,7% medio annuo nel biennio 2028–2029.
Secondo l’Osservatorio, le macchine professionali diventano sempre più “intelligenti“, con controllo digitale dei parametri e stabilità termica. La sostenibilità entra già nella progettazione, con studi di Life Cycle Assessment (LCA) e piattaforme termiche che riducono i consumi di energia. Anche la trasparenza sull’origine diventa più importante, in vista dei nuovi obblighi europei sulla deforestazione (EUDR).
“Il riconoscimento delle Nazioni Unite conferma quanto il caffè sia oggi un patrimonio culturale ed economico condiviso, che lega milioni di produttori a un consumatore sempre più consapevole, attento all’origine, alla qualità in tazza e al racconto di ciò che beve”, dichiara Francesca Cavallo, Head of Hospitality Exhibitions di Fiera Milano. “È una consapevolezza che investe l’intera filiera e fa della sostenibilità una leva sempre più rilevante, dall’efficienza energetica delle macchine alla tracciabilità della materia prima. Sono alcuni dei temi che metterà al centro Host 2027, riunendo tecnologie, torrefazioni e format in una piattaforma dove l’innovazione diventa opportunità di business”.
Le celebrazioni proseguono anche fuori Roma. Oggi e domani Napoli ospita l’International Coffee Forum a Palazzo dell’Immacolatella, con sei panel e 24 relatori sulla filiera del caffè.





























