UNI Sapienza: rincari ai distributori automatici: studenti in protesta

Il collettivo Cambiare Rotta contesta l'aumento di dieci centesimi su caffè, acqua e snack e promuove il boicottaggio. La vicenda riporta l'attenzione sui costi operativi sostenuti dalle società di gestione del vending.

Condividi su:

Gli aumenti dei prezzi dei distributori automatici alla Sapienza di Roma hanno provocato la protesta degli studenti del collettivo Cambiare Rotta, che ha annunciato un boicottaggio delle macchinette e la distribuzione gratuita di caffè davanti alle facoltà ogni mercoledì. Al centro della contestazione un rincaro di dieci centesimi su acqua, caffè e snack, che secondo gli studenti rappresenterebbe il secondo aumento dei prezzi. La vicenda, riportata il 10 ottobre da la Repubblica, coinvolge il servizio di distribuzione automatica gestito da IVS Italia, concessionaria dell’ateneo a seguito di una procedura a evidenza pubblica, che gestisce circa 250 i distributori installati nella Città Universitaria e nelle sedi esterne, a disposizione di studenti, docenti e personale amministrativo.

La protesta riporta l’attenzione su un aspetto spesso poco conosciuto dagli utilizzatori: il prezzo di una consumazione al distributore automatico non dipende soltanto dal costo del prodotto, ma comprende una serie di attività indispensabili per garantire la continuità del servizio. La distribuzione automatica, come sappiamo, è un’attività che richiede un’organizzazione logistica capillare. Gli addetti al rifornimento dei distributori, gli ARD, si spostano quotidianamente tra le diverse postazioni utilizzando automezzi aziendali. Il carburante costituisce quindi una voce di costo significativa, insieme alla manutenzione dei veicoli, alla gestione dei magazzini e al personale. A queste spese si aggiungono quelle per l’acquisto, la pulizia e la manutenzione delle macchine, l’assistenza tecnica e gli eventuali canoni previsti dai contratti di concessione.
Un’altra variabile importante riguarda il costo dei prodotti. Il caffè ha attraversato negli ultimi anni forti oscillazioni delle quotazioni internazionali, con conseguenze sui costi di approvvigionamento. Anche snack e bevande risentono dell’andamento dei costi industriali, energetici e delle materie prime, compresi i materiali utilizzati per confezioni e imballaggi, come la plastica.
Sono fattori che incidono sull’equilibrio economico delle imprese di gestione, anche se non sono disponibili elementi per stabilire quali abbiano determinato gli specifici aumenti contestati alla Sapienza.

Il quadro economico della distribuzione automatica italiana presenta ulteriori criticità. Secondo lo studio realizzato da Jakala per CONFIDA, nel 2025 le consumazioni sono scese a 3,66 miliardi, con una flessione del 4,18% rispetto all’anno precedente. Il fatturato si è attestato a circa 1,55 miliardi di euro, in diminuzione del 2,92%. Una contrazione dei volumi può rendere più difficile distribuire i costi fissi su un numero adeguato di consumazioni, soprattutto per i gestori che operano attraverso reti estese di distributori.

Alla Sapienza, intanto, gli studenti contestano un aumento che incide sulle loro spese quotidiane. La vicenda mette a confronto due esigenze: mantenere accessibili i prezzi del ristoro universitario e garantire condizioni economiche sostenibili alle imprese chiamate ad assicurare il funzionamento del servizio.