Ospedale di Perugia: il TAR respinge il ricorso di IVS e conferma Coiba

Il TAR Umbria conferma l'aggiudicazione a Coiba della concessione da 1,626 milioni di euro. La vicenda era iniziata nel 2023 con esclusioni e ricorsi.

Condividi su:

Il TAR dell’Umbria ha respinto il ricorso di IVS Italia contro l’aggiudicazione a Coiba della concessione per i distributori automatici dell’Azienda ospedaliera di Perugia. La decisione, resa nota il 7 ottobre, lascia valida l’assegnazione del servizio di caffè, bevande e snack nei padiglioni dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, al termine di una vicenda amministrativa iniziata quasi tre anni fa e già passata attraverso una precedente sentenza dello stesso Tribunale.
La controversia riguarda il lotto 2 della gara, del valore stimato di 1,626 milioni di euro per una durata prevista di 84 mesi. La procedura, suddivisa complessivamente in tre lotti, era stata avviata nel novembre 2023 e riguardava la gestione del bar, la distribuzione automatica di alimenti e bevande e quella di prodotti di igiene e prima necessità.

Il contenzioso aveva preso forma nel dicembre 2024, quando l’Azienda ospedaliera aveva escluso IVS Italia, società che aveva incorporato Liomatic, gestore uscente del servizio. Le contestazioni riguardavano la conformità di alcuni prodotti proposti, comprese due bevande energizzanti ritenute non adatte al contesto sanitario. IVS aveva impugnato il provvedimento e il TAR, dopo una prima pronuncia cautelare, aveva disposto un riesame. L’ospedale aveva tuttavia confermato l’esclusione, introducendo nelle motivazioni valutazioni sul contenuto calorico e sulla qualità nutrizionale degli alimenti.
Nel luglio 2025 i giudici avevano accolto le contestazioni, stabilendo che non potevano essere applicati criteri non previsti dal capitolato. La decisione aveva comportato l’annullamento delle esclusioni di IVS e Gruppo Argenta, con la conseguente riammissione delle due società e la ripetizione delle operazioni di gara dalla fase di verifica delle offerte tecniche.
Dopo il riesame, la procedura si era conclusa con una nuova aggiudicazione a Coiba, formalizzata il 25 febbraio 2026. La società aveva presentato un’offerta con rialzo del 51% sulla base d’asta, superiore a quello di Gruppo Argenta, pari al 31,88%, e di IVS Italia, pari al 31,30%.

Ad aprile 2026 IVS aveva presentato un nuovo ricorso, chiedendo la sospensione dell’aggiudicazione e la ripetizione integrale della gara. Tra i motivi contestati figurava la conoscenza anticipata dell’offerta economica di Coiba rispetto alla nuova verifica delle proposte degli altri concorrenti. Il TAR ha però ritenuto che questa circostanza non avesse compromesso la regolarità della procedura. La verifica delle offerte tecniche, infatti, prevedeva soltanto un controllo di conformità dei prodotti ai requisiti del capitolato, senza attribuzione di punteggi discrezionali. I giudici hanno quindi respinto anche la contestazione relativa a una presunta nuova valutazione discrezionale delle offerte. Un ulteriore motivo, riguardante la qualificazione dell’Azienda ospedaliera a svolgere la procedura, è stato invece dichiarato inammissibile perché già affrontato nel precedente giudizio e non riproposto nei termini previsti. La sentenza ha rigettato anche la richiesta da parte di Coiba di un risarcimento di circa 35.000 euro per i costi sostenuti a causa del ritardo nell’avvio del servizio, oltre ad altre somme per spese e mancati guadagni. Il TAR ha respinto la richiesta, non ravvisando nella condotta di IVS mala fede o colpa grave.
La sentenza può ancora essere appellata al Consiglio di Stato.

Per il settore, il caso conferma due cose: nelle gare per ospedali e scuole i requisiti nutrizionali vanno scritti con chiarezza nel bando fin dall’inizio. Aggiunti in corsa, finiscono per bloccare il servizio per anni. Porta alla luce delle cronache un caso particolare, dove una gara per la distribuzione automatica, avviata nel 2023, sia arrivata a due pronunciamenti del TAR con esiti differenti.