A Barcellona, in Spagna, un distributore automatico vende piatti cucinati a un euro. Non snack o panini industriali, ma pasti recuperati dalle eccedenze di una mensa scolastica e di un mercato rionale. La macchina si chiama RexCatering ed è stata inaugurata il 2 ottobre nel quartiere di Sant Antoni, all’interno dell’Espai Veïnal Calàbria 66, sede della federazione delle associazioni del quartiere.
Il nome viene dallo spagnolo “comida rescatada”, cibo salvato. I piatti arrivano dalla mensa della Escola Aldana e dalla Cuina Comunitària di Sant Antoni, una cucina di quartiere che lavora con le eccedenze del Mercat de Sant Antoni. Nelle vaschette si trovano lenticchie in umido, patate e carote al forno, passati di verdura, crocchette e frutta. Ogni settimana vengono raccolti circa 50 chili di cibo.
Il funzionamento è semplice. Chiunque può acquistare un pasto al prezzo simbolico di un euro, mentre le persone in difficoltà ricevono una tessera per ritirarlo gratis. Il servizio è attivo dalle 9 alle 21. La macchina ha una capienza di 120 porzioni, ma per ora ne vengono caricate circa 20 al giorno, che vanno puntualmente esaurite.
Per un anno il distributore resterà nell’edificio comunale, poi sarà spostato su strada, accanto alla scuola. In una seconda fase il progetto punta a coinvolgere altre scuole e realtà del quartiere.
Il modello non nasce in Catalogna. RexCatering è stato ideato nei Paesi Baschi dalla Fundación Residuo Cero, che ha messo a punto un protocollo per recuperare in sicurezza gli avanzi delle mense collettive, etichettarli e distribuirli tramite distributori refrigerati. Le macchine sono già attive in diversi comuni baschi e a Pamplona, e quella di Sant Antoni è la quinta in Catalogna. Il progetto è promosso con la Plataforma Aprofitem els Aliments e il sostegno del Comune.
Sullo sfondo c’è la legge spagnola contro lo spreco alimentare, la Ley 1/2025. In vigore dall’aprile 2025, è pienamente applicabile dal 3 aprile 2026, quando sono scattati gli obblighi principali: gli operatori della filiera, comprese le mense collettive, devono avere un piano di prevenzione degli sprechi e promuovere accordi per donare le eccedenze. La norma fissa un ordine di priorità che, dopo la prevenzione, mette al primo posto la donazione e la redistribuzione per il consumo umano. Le sanzioni vanno da 2.000 a 500.000 euro, con l’esclusione delle microimprese.
In questo quadro il distributore automatico diventa l’ultimo anello della filiera antispreco: un punto vendita aperto tutto il giorno, che permette di ridistribuire i pasti in sicurezza e senza stigma per chi li ritira.
Il distributore automatico che vende a un euro i pasti antispreco
A Sant Antoni la macchina RexCatering ridistribuisce le eccedenze di una mensa scolastica e del mercato. Sullo sfondo la legge spagnola antispreco.





























