Vendex, la principale fiera britannica della distribuzione automatica, ha attraversato la Manica. Il 30 settembre all’EXPO Greater Amsterdam, a pochi chilometri dall’aeroporto di Schiphol, si è svolta Vendex Amsterdam. È la prima edizione europea di un format che nel Regno Unito esiste dal 2003. Vendex arriva da ospite: l’organizzazione resta britannica, ma il progetto è nato con il sostegno della European Vending & Coffee Service Association (EVA).
La formula è quella che ha fatto il successo di Vendex in patria: una sola giornata, dalle 10 alle 16, stand preallestiti a costi contenuti e ingresso gratuito per i professionisti del settore. Gli organizzatori la presentano come un’alternativa pratica alle grandi fiere internazionali di più giorni, perché punta sugli incontri diretti tra gestori e fornitori. Nel Regno Unito ogni edizione richiama in media oltre 2.000 visitatori e 300 espositori.
Vendex ha spiegato perché ha scelto Amsterdam: nei Paesi Bassi e nel Benelux non c’era una fiera dedicata al vending. Il pubblico a cui si rivolge comprende anche Belgio, Germania e Nord Europa. “Come edizione di lancio, Vendex Amsterdam offre un’opportunità unica a chi la sostiene fin dall’inizio di posizionarsi come espositore fondatore in un nuovo mercato europeo“, ha dichiarato il direttore Matthew Derry.
Gli espositori hanno risposto: secondo l’EVA, a luglio era già prenotato quasi il 90% degli stand. Tra le aziende figurano Sielaff, Boost, 365 Retail Markets, Payter e Barry Callebaut. L’associazione europea era presente con un proprio stand. Alla vigilia della fiera ha riunito ad Amsterdam il Comitato esecutivo e l’ha definita “l’unica fiera del nostro settore nel Benelux“.
Il debutto olandese riapre però una domanda: servono davvero tutte queste fiere?
Per le aziende ogni fiera significa budget, personale e giorni lontani dal mercato. Il modello Vendex scommette proprio su questo: eventi locali, brevi ed economici, che non sostituiscono le grandi fiere internazionali ma le affiancano, per raggiungere i gestori che non arrivano a Milano o a Colonia. Saranno le prossime edizioni a dire se in Europa c’è spazio per una rete di fiere regionali accanto ai grandi appuntamenti. Conterà soprattutto la scelta degli espositori, che dovranno decidere dove investire.




























